I Referendum sul nucleare e sull’acqua
Solo
in Sardegna, il
15 maggio (assieme alle elezioni amministrative) si voterà per il
referendum consultivo* sul
nucleare (
con valenza regionale). Il quesito referendario sul quale esprimersi è:

“
SEI CONTRARIO TU ALL'INSTALLAZIONE IN SARDEGNA DI CENTRALI NUCLEARI E/O SITI DI STOCCAGGIO PER SCORIE DA ESSE RESIDUATE O PREESISTENTI?”
Chi è contrario alla costruzione di centrali nucleari in Sardegna e/o alla possibilità che in Sardegna siano collocati depositi di scorie nucleari deve votare
Sì.
*Il referendum consultivo per essere valido deve raggiungere il quorum del 33%.
Votare al referendum è importantissimo perché, in caso di mancato quorum al referendum nazionale e se il risultato della consultazione vedrà prevalere i contrari al nucleare, la Sardegna potrà far valere il parere contrario nell’ospitare centrali nucleari ( possibilità sancita dalla sentenza n. 33 del 2 febbraio 2011 dalla Corte costituzionale).
I
referendum abrogativi* sul
nucleare (
1 quesito refendario) e
acqua (
2 quesiti refendari) si terranno il
12 e
13 giugno e
avranno valenza nazionale. Questi i testi:
NUCLEARE

(Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme): “
Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”
I contrari al nucleare devono quindi votare
Sì, perché in questo modo si diranno favorevoli alla abrogazione del decreto legge che intende dare il via libera alla realizzazione di centrali nucleari sul territorio nazionale.
Per ulteriori approfondimenti:
http://www.fermiamoilnucleare.it/ACQUA

(Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione): “
Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

(Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma":ammissibile): “
Volete voi che sia abrogato - Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito?”
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, quindi la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Per ulteriori approfondimenti:
www.referendumacqua.it
*Il referendum abrogativo per essere valido deve raggiungere il quorum del 50+1% dei cittadini aventi diritto.
Quindi rivolgiamo il nostro appello al voto (diritto e dovere di tutti) affinché i referendum raggiungano il quorum e sanciscano la volontà di non tornare al nucleare e la volontà di gestire l’acqua come bene comune. Sì contro il nucleare
Sì per l’acqua bene comune