Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
"Il 20% dei lavori già affidati a imprese sarde"
07/08/2008
autore: Giampiero Cocco
Il 20 settembre le altre gare: anche allora le aziende isolane saranno un quinto del totale
prodall’inviato
LA MADDALENA. «Prima di agitarsi su mancate promesse per i sardi è meglio essere informati: il 20 per cento di parte degli appalti per il G8 sono già stati affidati, direttamente, a imprese sarde, delle quali tre sono del sassarese, altrettante del nuorese e le altre del cagliaritano ». Renato Soru è arrivato alla Maddalena ieri mattina, in incognito, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, accompagnato dal sindaco Angelo Comiti e dall’architetto Stefano Boeri. Il governatore regionale e piombato nell’isola direttamente da Roma, dove avantieri ha avuto un incontro con esponenti del governo e con Guido Bertolaso. La polemica innescata dagli industriali del nord Sardegna, che lamentavano l’esclusione della gare d’appalto per la realizzazione delle infrastrutture necessarie al G8, lo ha dapprima innervosito, poi fatto sorridere. «Uno degli imprenditori che hanno già ottenuto una tranche di lavori fa parte del consiglio direttivo degli industriali di Sassari. Altri sono, a pieno titolo, iscritti in quegli albi. Basta andare a controllare, anzichè continuare a farsi del male tra compaesani. Comunque oggi (ieri per chi legge, ndr ) sono state avviate le preselezioni delle imprese sarde che potranno partecipare alle gare d’appalto per la realizzazione di infrastrutture pubbliche quali la Sassari-Olbia, che verrà realizzata in otto lotti, l’ampliamento delle piste aeroportuali di Olbia- Costa Smeralda e di Alghero e delle altre opere comprese nei progetti del G8, opere che saranno realizzate con i finanziamenti ottenuti grazie a questa importante riunione tra i grandi del pianeta, in terra sarda. Non voglio polemizzare con nessuno, ma dico soltanto che il 9 settembre prossimo saranno affidate le ulteriori gare d’appalto e vi concorreranno, il 20% di imprese sarde». Renato Soru non lo dice, ma la visita lampo alla Maddalena lo ha riempito di orgoglio. Lo sventramento dei vecchi manufatti — eccezion fatta per le strutture storiche, risalenti alla fine del 1800, che saranno ristrutturate — dell’ex arsenale militare e la bonifica del sito è praticamente conclusa. La Despe spa di Bergamo, una impresa specializzata in demolizioni, ha già liberato gran parte degli spazi nei quali verranno realizzati il centro congressi, un albergo, la sala stampa e le nuove banchine per il G8. Un lavoro al quale ha partecipato attivamente anche un’impresa sassarese, che ha stoccato nei pro pri depositi il materiale inquinante — amianto, scorie di ferro e di olii combustibili — che si trovavano nei magazzini dell’ex arsenale. «Un lavoro necessario — ha spiegato Soru — per la bonifica di un sito militare dove tali materiali erano utilizzati per motivi di lavoro». In mattinata arriva anche un rapporto del Nas che afferma la perfetta esecuzione dei lavori nei cantieri aperti nell’isola della Maddalena. «Abbiamo a cuore anche il problema degli abitanti di alcuni stabili di proprietà regionale (dismessi dalla marina militare) — ha spiegato Renato Soru — ed abbiamo trovato una soluzione per tutti, compresi coloro che occupano tali stabili in modo abusivo ». Alcune famiglie saranno ospitate in appartamenti presi in affitto dall’amministrazione comunale, mentre la stessa amministrazione comunale, d’intesa con la Regione Sarda, ha individuato un’area dove sorgeranno delle palazzine che potranno ospitare una quarantina di nuclei familiari. «Che saranno concessi in locazione agli aventi diritto», ha precisato il sindaco Angelo Comiti. Stefano Boeri, l’architetto che sta realizzado le infrastrutture che ospiteranno il G8, si dice certo che i lavori saranno completati per tempo. Al lavoro, ieri, c’erano 220 operai, che diventeranno un migliaio dopo settembre, con turnazione nelle 24 ore. Le aziende sarde che si sono aggiudicate direttamente gli appalti sono le seguenti. Per il terzo lotto (capofila Giafi), 61 milioni di euro, ci sono le cagliaritane Pavan costruzioni generali srl, la Angius Giuseppe e figli srl (per 7,5 milioni di euro) e la Nuova Saci cementi di Oristano. Per il conference center (Capofila Anemone), 53 milioni di euro, c’è il gruppo Pellegrini spa di Cagliari, 10,7 milioni di euro. Per l’albergo 2 (Arsenale) capofila N.I., 50 milioni di euro, le imprese sassaresi Mario Ticca srl e Novaco srl, 10 milioni di euro. Per sala stampa, capofila Imac, 24 milioni di euro, le imprese di Sassari Nuova Scac e Pitico Srl, 4,8 milioni di euro. Per la portualità (adeguamento del bacino dell’arsenale), capofila Cidonio, 42 milioni di euro, le cagliaritane Ope soc. coop (6 milioni) e la cooperativa edile Orani arl di Nuoro (2,5 milioni di euro). Infine, per il sistema idrico fogniario e il nuovo depuratore, capofila Oo.Pp., 12,2 milioni di euro, le nuoresi Edilizia Lpl di Puligheddu e Burrai e l’impresa edile di Deledda e Morittu, che si sino aggiudicate lavori per 2,4 milioni di euro.
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