Rassegna Stampa
Testata: L'altravoce.net
Goletta verde mette prua sulla Saras
05/08/2008
Goletta verde mette prua sulla Saras meno emissioni e barriera anti-rumore la società: più controlli e prevenzione
Dal Golfo degli Angeli alla Saras. Per monitorare il livello di emissioni dello stabilimento dei Moratti. E l'impatto sull'acqua delle sostanze che arrivano in mare. Goletta Verde, la storica campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute del Mare Nostrum firmata Legambiente, ha lasciato ieri il porto di Cagliari per una navigazione nel Golfo degli Angeli, facendo rotta sul porto della Saras. Obiettivo dichiarato dell'iniziativa, monitorare le condizioni di sicurezza della raffineria, con particolare riferimento alla gestione di emergenze da sversamento in mare di idrocarburi, e confrontarsi sugli interventi di riduzione delle emissioni della raffineria stessa. A bordo, assieme a Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde, Vincenzo Tiana, presidente Legambiente Sardegna e Giovanni Floris, presidente Circolo Legambiente Sarroch, erano presenti Salvatore Mattana, consigliere regionale, i sindaci dei Comuni del Golfo degli Angeli e i dirigenti della Saras. Tornata a navigare nelle acque del Golfo degli Angeli a distanza di dodici mesi, Goletta Verde ha ottenuto per il secondo anno consecutivo l'autorizzazione a passare nella zona, solitamente interdetta, antistante la Saras, in cui normalmente sostano le navi che trasportano prodotti petroliferi. Un modo per vedere da vicino i problemi ambientali, e non solo, legati all'impianto di raffinazione degli idrocarburi e alla produzione di energia termoelettrica, e di cercare soluzioni condivise per ridurre l'impatto della raffineria. Lo scorso inverno Legambiente Sardegna aveva scritto all'azienda - che è una delle realtà sarde più sensibili ai temi ambientali e più attenta al territorio - una lettera di richieste pressanti per intraprendere un percorso concordato di miglioramento ambientale. “Realizzazione di una robusta barriera per ridurre l'inquinamento acustico”, - si legge in una nota - “piantumazione di una foresta per bilanciare le emissioni inquinanti di CO2, intervenire per evitare ogni superamento dei limiti di legge delle emissioni di biossido di zolfo, garantire l'assenza totale di sversamenti in mare di olio sono i provvedimenti più urgenti segnalati da Legambiente. Sarebbe necessaria, infatti, la creazione di un'efficace barriera antirumore, impegno che la Saras ha preso ormai da dieci anni senza poi realizzare un intervento definitivo. Creare una barriera acustica formata da alberi potrebbe contribuire sia alla riduzione dell'impatto sonoro, che al bilanciamento positivo delle emissioni di CO2. Anidride carbonica, ma non solo. Anche quella solforosa preoccupa. Sul controllo delle emissioni di SO2 e sulla sicurezza la Saras sta mettendo in pratica interventi per il controllo e la prevenzione degli incidenti, e adottando tutte le misure previste per minimizzarne gli effetti. È “in corso di realizzazione”, - prosegue la nota - inoltre, “un impianto che andrà a regime il prossimo ottobre e dovrebbe abbattere del 30% le emissioni di SO2”. Riduzione comunque indispensabile per adeguarsi alle normative sull'inquinamento, mentre per incidere positivamente sulla salute degli abitanti è necessario impegnarsi a oltrepassare la soglia di abbattimento del 30%. “Lo studio epidemiologico commissionato l'anno scorso dal sindaco di Sarroch Mauro Cois - ha commentato Giovanni Floris, presidente Circolo Legambiente Sarroch - ha evidenziato come l'incidenza di malattie respiratorie, e in particolare l'asma, sia superiore di circa il 20% nei bambini di Sarroch rispetto a quelli Burcei. Superiore anche il numero di persone affette da allergie. L'aria non è certo salubre, soprattutto per bambini e anziani che sono soggetti deboli, e il problema della riduzione dell'anidride solforosa è pressante.” Inquinanti gassosi pericolosi per la salute, ma anche inquinanti dannosi per la l'ambiente. “Il fatto che la raffineria sia a ridosso del centro abitato di Sarroch - ha ricordato Vincenzo Tiana, presidente Legambiente Sardegna - è un motivo in più per diminuire in modo consistente anche le emissioni di CO2. Per abbattere le emissioni di gas climalteranti sarebbe necessario che la Saras venisse inserita nel piano nazionale di contenimento dei gas serra in modo da moderare i danni ambientali correlati a questa attività”. È inoltre necessario assicurare maggiori garanzie sul rispetto della biodiversità marina. “Nonostante l'azienda si sia già impegnata per monitorare la vitalità del tratto di mare in cui opera - ha concluso Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde - la presenza del sistema di attracco delle navi dirette alla raffineria ha di fatto sottratto alla pesca una vasta area marina. Per questa ragione chiediamo alla Saras l'attuazione di misure di compensazione, tra le quali la realizzazione all'interno dell'area di una zona di ripopolamento attivo della fauna”. A questo proposito Legambiente Sardegna ha chiesto alla Provincia di intensificare le attività di monitoraggio della biodiversità e di controllo del ripopolamento dell'ittiofauna. (red)
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