Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Un G8 dei poveri»
28/07/2008
CAGLIARI. Anche i poveri avranno in Sardegna il loro G8. Non alla Maddalena nel luglio 2009, come i grandi della terra, ma in un piccolo paese, nel prossimo autunno, dove spopolamento, povertà e disagio sociale lasciano i segni più profondi. E’ questo l’orientamento di forze dell’associazionismo sociale e sindacale, che, dopo l’estate, metteranno in moto la macchina organizzativa di un evento «contro nessuno - sottolineano -, programmato soltanto per riflettere e richiamare l’attenzione delle forze politiche e delle istituzioni sul fenomeno povertà». La decisione di un G8 dei poveri è la conclusione operativa dell’incontro su «Valori e opere tra povertà e giustizia sociale» che, nell’eremo del rifugio la Madonnina a Santulussurgiu, ha riunito Acli, Caritas Sardegna, Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti Sardegna, l’associazione Dialogo e rinnovamento e Pastorale del lavoro. Un comitato nato per trovare contromisure in grado di attenuare gli effetti prodotti sulle persone da una lacerante crisi economica che ha progressivamente messo ai margini molte categorie di individui. In Sardegna la madre di tutte le povertà è la disoccupazione, con l’inadeguatezza delle pensioni. Carla Collicelli, vice direttrice del Censis, ha fatto i conti: la spesa mensile per una famiglia di due componenti è pari a 1.940 euro, ma i nuclei familiari sotto la soglia di povertà relativa (in Sardegna oltre 100 mila) devono arrangiarsi con 970 euro. Al 54% dei pensionati sardi dell’Inps vanno meno di 500 euro al mese, all’81% meno di 1.000. Calano così i consumi delle famiglie. Tra il 2006 e il 2007 quelli alimentari sono diminuiti di 23 euro al mese (da 457 a 434 euro), ancora più consistenti i risparmi su abbigliamento e svago: 134 euro. Le famiglie povere dell’isola sono il 15,9%.
Chiavi di questa notizia: Maddalena