Rassegna Stampa
Testata: Corriere della Sera

Dubbi sulla Maddalena 2009 «Valutiamo altre opzioni»

10/07/2008

autore: Maurizio Caprara

Berlusconi: «Indietro con i lavori, pronta la soluzione di emergenza»

TOYAKO (Giappone) — Dove sarà nel 2010 l'incontro annuale del G8 si sa già: il Canada ospiterà i capi di Stato e di governo dei Paesi più sviluppati del mondo e della Russia in un villaggetto di lusso tra campi da golf e il lago Peninsula. Si conosce anche il nome della sistemazione, il «Deerhust Resort», vicino alla cittadina di Huntsville, nel distretto di Muskoka, Ontario. Sul vertice dell' anno prossimo che è affidato all'Italia, invece, è calata ieri un'ombra di dubbio e di mistero. Ufficialmente il summit del 2009 resta previsto alla Maddalena, tuttavia prima di lasciare il G8 di Toyako Silvio Berlusconi non si è mostrato sicuro che il successivo possa svolgersi nel posto scelto dal governo di Romano Prodi in Sardegna, Regione presieduta da Renato Soru, imprenditore di centrosinistra. «Siamo indietro con i lavori. Abbiamo dato il via, ma si tratta di un'isola e i tempi sono più lunghi rispetto a quelli che si possono ottenere sul continente», ha detto ai giornalisti il presidente del Consiglio. «Ci prepariamo a una soluzione di emergenza se non saranno pronti in tempo i lavori necessari alla Maddalena », ha annunciato. È stata individuata una soluzione alternativa? Risposta: «No, stiamo valutando». Benché non lo abbia raccontato, il presidente del Consiglio avrebbe affrontato di recente la questione con Guido Bertolaso, commissario straordinario per il G8 del 2009. L'attenzione sarebbe caduta in particolare su Cernobbio, sul Lago di Como. Per circoscrivere le incognite, vanno tenuti presenti alcuni requisiti. Il posto adatto deve essere vicino ad almeno un aeroporto e dotato di retrovie alberghiere capaci di dar da dormire a circa ventimila persone tra delegazioni, giornalisti, forze dell' ordine. Cernobbio ha alle spalle Milano, una delle città che con Roma e Napoli può reggere l'impatto di un G8 dal punto di vista logistico. Anche Torino potrebbe, ma forse le servirebbero più alberghi. In maggio si era vociferato che Berlusconi pensasse a Napoli, per confinare l'immagine della spazzatura nell'era del governo Prodi. Come le altre città, però, questa ha un limite: può attrarre manifestazioni di protesta. Tra i luoghi candidabili rientrano Rimini, Riva del Garda, il Lago Maggiore. Venezia è giudicata fragile per un'invasione del genere. Firenze non pare sotto esame. Anche se nel 1994 la preparazione di Napoli richiese sei mesi, il tempo stringe: le diplomazie straniere sono state invitate a visitare le strutture di Toyako nel mese di febbraio. E quando si pronuncerà l'ultima parola? Ha senso spendere per i lavori alla Maddalena se il vertice non sarà lì? In attesa di dire più, Berlusconi ha dato i voti ai protagonisti del vertice appena concluso. Primo della sua graduatoria, George W. Bush «al suo ultimo G8, un vero peccato perché è un grande amico dell'Italia, è una persona leale». A seguire il francese Nicolas Sarkozy: «Il più dinamico di tutti. Esplosivo, ma poi capace di schierarsi con gli altri». Dopo, il russo Dmitrij Medvedev «molto preciso», il canadese Stephen Harper «molto intelligente », la tedesca Angela Merkel «rigorosa, diligente», il britannico Gordon Brown «competente», il giapponese Yasuo Fukuda «esponente della seconda economia del mondo». Ultimo in elenco, non in considerazione, se stesso: «Quanto a me, faccio squadra, alleviando le situazioni pesanti».

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