Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Poetto, otto condanne per un disastro

05/07/2008

autore: Maria Francesca Chiappe

 Sentenza ripascimento: tre anni ciascuno al direttore dei lavori e al dirigente della Provincia. Due assoluzioni

All'ex assessore provinciale Zirone 2 anni e 8 mesi

Otto condanne e due assoluzioni: l'ex assessore potrà comunque contare sull'indulto. Provvisionale di 86.000 euro per la Regione, danni da risarcire a istituzioni e associazioni ambientaliste.
Eh no, non dovevano rovinarlo così. La sabbia doveva essere bianca e fine, l'acqua cristallina, l'arenile senza pietre. Non è vero che il capitolato prevedeva un ripascimento che non tenesse conto dell'altissimo valore ambientale della spiaggia. Ma avevano fretta, non volevano perdere i soldi dell'Unione europea, così hanno adeguato un progetto nato per la sabbia di cava al prelievo da mare deciso all'ultimo minuto. E hanno fatto un pasticcio. Poi hanno cercato di giustificarsi: se il Poetto era brutto la colpa non era la loro, si trattava di un intervento di protezione civile, la sabbia bianca non si trovava da nessuna parte, bisognava utilizzare grani grossi altrimenti non avrebbe resistito alle mareggiate, e via così, all'infinito. E meno male che l'hanno smessa con la storia che sarebbe sbiancata nel giro di poche settimane, anzi di pochi mesi, anzi di pochi anni.
La verità è che dovevano restituire ai cagliaritani se non il vecchio Poetto una cosa che gli somigliasse molto, altrimenti sarebbero stati assolti tutti e non soltanto il geologo Antonello Gellon e l'addetto al cantiere Daniele Defendi. Dopo la condanna dell'ex presidente della Provincia Sandro Balletto e del biologo Luigi Aschieri, con l'abbreviato, ecco infatti la sentenza del Tribunale per i dieci che hanno scelto il processo pubblico. Ed è una vera mazzata: tre anni per il direttore dei lavori Salvatore Pistis e per il dirigente della Provincia Andrea Gardu (falso e danneggiamento), due anni e otto mesi per l'ex assessore ai Lavori pubblici Renzo Zirone (abuso d'ufficio e danneggiamento), due anni per il coordinatore del progetto Lorenzo Mulas e il legale rappresentante dell'associazione d'imprese che ha eseguito i lavori Piergiorgio Baita (danneggiamento), un anno e quattro mesi per i componenti della commissione di monitoraggio Andrea Atzeni, Paolo Orrù e Giovanni Serra (falso). Assoluzione piena per il geologo Antonello Gellon e per il dipendente della Si.dra. Daniele Defendi. Quanto a severità il collegio presieduto da Francesco Sette (a latere Giampaolo Casula e Silvia Badas) va perfino oltre le richieste dei pm Guido Pani e Daniele Caria. I giudici seguono invece le tesi degli avvocati Filippi, Mirasola e Locci scagionando da tutte le accuse Defendi e Gellon.
Non c'è Zirone al momento della lettura della sentenza, venti minuti prima delle 14, dopo quasi tre ore di camera di consiglio. Ma non è una novità: del resto l'ex assessore provinciale si è presentato in aula soltanto una volta, per brevissime dichiarazioni spontanee. Non ha quindi sentito il presidente della prima sezione dichiarare la sua interdizione dai pubblici uffici per un anno e negargli la sospensione condizionale della pena: la condanna supera i due anni, proprio non si può, ma c'è sempre l'indulto, per Zirone, per Pistis e per Gardu. Tutti dovranno risarcire le istituzioni e le associazioni ambientaliste che si sono costituite parte civile, soltanto la Regione ottiene però una provvisionale, 86.000 euro.
Insomma, il Tribunale condivide l'impianto accusatorio: si trattava di un progetto sperimentale, da attuare in due anni. Nel frattempo bisognava controllare, monitorare, verificare e, se necessario, interrompere. Proprio come avevano sollecitato il Wwf, gli Amici della terra, Legambiente, i cittadini davanti a quelle colate di materiale scuro che sfregiavano l'arenile.
Ma c'erano trenta miliardi di lire da prendere e i tempi erano stretti: bisognava accelerare, modificare il progetto, lasciar perdere la sabbia di cava che comportava tempi lunghissimi e passare a quella di mare, più facile da pescare e sputare: pietre, conchiglie, ghiaia, la draga Antigoon ha riversato in spiaggia tutto quello che ha trovato. Diciannove giorni di lavoro senza sosta sotto gli occhi dei cagliaritani attoniti e impotenti davanti a uno scempio ambientale che difficilmente si potrà dimenticare.
Anche se la natura si sta vendicando, anche se il mare in meno di sei anni si è rimangiato quasi tutto, inclusa la sabbia bianca che ormai resiste soltanto sull'asfalto della strada. L'altra si è persa, confusa, mischiata al materiale prelevato in mare senza un controllo preventivo: la draga è andata a scavare in una zona dove non erano garantite qualità e quantità. L'impresa lo aveva messo nero su bianco, la Provincia sapeva tutto. Eppure si era andati avanti, dritti verso il disastro. Dritti verso la condanna.


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