Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
G8, gli alberghi restano sulla carta
30/06/2008
autore: ENRICO PILIA
G8, gli alberghi restano sulla carta
LA MADDALENA . Le formichine corrono. Si dannano l’anima. Da 48 ore, sulla loro testa pesa quel pressante invito a far presto lanciato da Silvio Berlusconi, alla fine di quella frenetica corsa sotto il sole dell’isola, sabato pomeriggio. Le formichine hanno il casco blu, devono sistemare in pochi mesi dei vecchi palazzoni cadenti, con le facciate corrose dalla salsedine come quelle maschere di cartapesta che sono i vecchi pescatori maddalenini. Le rughe dovranno sparire, le vecchie camerate dell’ospedale a pochi metri dall’Arsenale rinasceranno da Junior Suite, hotel con varie stelle che - sulla carta, per ora - produrranno quella famosa «riconversione» di cui ha tanto bisogno l’economia di questa perla della Gallura. Ma l’orologio corre, una velocità che non ha lo stesso peso politico dei fondi a disposizione: 130 milioni di euro è una cifra data per buona, ma tutto quello che non è strettamente connesso con la buona riuscita del vertice resterà nel cassetto dei progetti.
IN RITARDO. «Ditelo a Berlusconi che qui stiamo morendo di fame», dicevano sabato sera due giovani, sulla trentina, a un plotoncino di carabinieri di guardia all’Ammiragliato. Il messaggio della Gallura targata G8 comincia a essere chiaro: qui sono in tanti che si augurano un cospicuo ritardo nella consegna dei lavori e quindi nella data, anche se turisticamente la frittata sembra fatta: gli operatori che stanno vendendo oggi i pacchetti vacanza del 2009 (le fiere sono dietro l’angolo) sanno bene che difficilmente piazzeranno il periodo di almeno trenta giorni che va da metà giugno a metà luglio. Perché inevitabilmente il vertice dei grandi della Terra mal si configura con l’atmosfera da villaggio vacanze all inclusive che si respira da queste parti. Con una sottolineatura, numeri alla mano, inevitabile: ci sono almeno 20 mila posti letto da garantire, cifra che scoraggia i tour operator. E se la voce turismo (quindi buste paga, un’occupazione stagionale, un minimo di reddito) dovesse subire una bastonata, al diavolo la vetrina mondiale. Sebbene anche nelle ultime ore la Sardegna, intesa nel suo complesso di produzioni tipiche, di immagini, di sapori, comincia a viaggiare insieme al G8. Una speranza.
SEGRETO MILITARE. L’ospedale militare, l’Arsenale, le caserme Sauro e Faravelli, il fortino di Punta Rossa a Caprera, la ristrutturazione e il potenziamento dell’ospedale civile. In questi siti, sull’isola, si concentrano le attenzioni e le preoccupazioni di Guido Bertolaso e del suo imponente staff. Da due settimane, tutto quello che sarà G8 dal punto di vista delle strutture è coperto dal segreto militare. Ecco perché due giorni fa, alla proiezione del docu-film sull’isola che vedremo, erano pochi gli ammessi, solo chi ricopre un ruolo istituzionale. Neanche i vertici degli uffici stampa hanno potuto accedere alla sala. Ma qualcosa è filtrato, e le novità non mancano.
I LUOGHI. Nell’area dell’ex Arsenale (134 mila metri quadrati) l’obiettivo è quello di lasciare una larga fetta della colossale ristrutturazione all’industria navale, alla cantieristica a cinque stelle. Ma è l’immediato a turbare il sonno di chi deve garantire che tutto vada bene entro la fine di giugno, ovvero in dodici mesi. Si lavora già 24 ore su 24, con tre turni e cinque imprese sarde all’opera. Qui è previsto un grande hotel, a 4 stelle e non a 5 come pensato subito, dove alloggeranno le delegazioni degli otto Stati del summit. Fra collaudi, rifiniture e allestimenti, con tutte le procedure di acquisizione di materiali e arredi, il tempo potrebbe non bastare, ma «seguiamo un timing che ci permetterà di farcela», dicono alla Protezione civile con un ottimismo giapponese. Nell’edificio che ospitava la palazzina comando, vicino alle officine, sorgerà una grande sala stampa (dai 3 ai 4 mila i giornalisti accreditati, se saranno rispettati i numeri del G8 tedesco) e l’edificio con gli uffici per le delegazioni, ma soprattutto la «main conference », il salone dove si terrà, questo G8. Si chiamerà Forte Felice l’- hotel a cinque stelle, esclusivamente con suite e vista mozzafiato sul mare, che prenderà il posto dell’ospedale militare. Dietro il corpo centrale, saranno realizzate due strutture semicircolari utili per ampliare i volumi. Non sarà modificato il disegno esterno. Al Forte Felice alloggeranno i capi di Stato e di Governo, via terra ma soprattutto via mare la sicurezza sarà «di un livello mai visto in Italia», si è detto ieri nel corso dell’incontro fra Berlusconi e la Protezione civile. Chi controllerà l’hotel? Questo è un capitolo spinoso e questa la risposta ufficiale dello staff di Bertolaso: «Stiamo decidendo se affidare direttamente la gestione o bandire una gara d’appalto, in Sardegna le professionalità non mancano». Si è parlato dell’Aga Khan, di Guido Bertarelli, sottotraccia anche di Tom Barrack, uno che parla solo a cose fatte. «I grandi gruppi sono in corsa», ammettono a La Maddalena. Nella caserma a pochi metri dall’Arsenale, invece, gli uffici saranno occupati dai vertici delle forze armate. Qui i lavori viaggiano spediti, qui si riposano fra un turno e l’altro gli operai incaricati della realizzazione delle opere. L’ultima stima, legata al numero di militari e addetti alla sicurezza, parla di 16 mila unità. I giornalisti, è quasi certo, non alloggeranno a La Maddalena e troveranno quindi posto fra Palau, Santa Teresa e Arzachena, e c’è da giurare che sarà Porto Cervo una delle mete più ambite. Imponenti lavori di recupero sono previsti anche a Caprera, nel fortino napoleonico di Punta Rossa, uno dei punti più affascinanti della Sardegna. Qui sorgerà un centro turistico culturale che aprirà per il G8 e che poi resterà alla comunità. Per questa struttura, è prevista una gara d’appalto fra imprese sarde del settore.
L’EX EPURATO. Fra le pieghe di un incontro ad alto livello, utile per capire davvero se questo G8 si farà e soprattutto se si farà qui, nell’isola, c’è stato un incontro quantomeno imbarazzante che ha seguito di pochi istanti l’arrivo del presidente del Consiglio, tre minuti prima delle 17 di sabato. Perché il presidente Renato Soru, che attendeva da tre ore Berlusconi, si è trovato di fronte Paolo Vella, neo deputato del Pdl, architetto algherese (di adozione), l’unico tecnico che il premier ha voluto al suo fianco in questo sopralluogo maddalenino. Vella, dopo la sua elezione alla Camera, aveva raccontato di essere stato sollevato dal suo precedente incarico - direttore dell’ufficio regionale della tutela del paesaggio a Sassari - perché, in estrema sintesi, giudicato troppo vicino al presidente del Consiglio. A stretto giro di comunicato, Soru minacciò querela, negando la circostanza e lanciando pesanti accuse all’ex dipendente della Regione. Sabato, il faccia a faccia.
L’AMBIENTE. Il G8 si svolgerà in uno scenario straordinario. Il Parco nazionale La Maddalena è una riserva geomarina che si estende su 18 mila ettari: 5.133 sulla terra e 13 mila sul mare, con 180 chilometri di coste. E’ il primo parco nazionale della Sardegna, l’unico in Italia costituito da tutto il territorio di un solo comune. Ecco perché la questione ambiente è in primo piano e lo sarà fino al giorno d’avvio del supervertice: è stato istituito un osservatorio regionale del quale fa parte un coordinamento di associazioni ambientaliste come Wwf, Legambiente e Fondo ambiente italiano (Fai).
Chiavi di questa notizia: Maddalena