Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
L’idea del termovalorizzatore già incenerita dalla Regione
22/06/2008
autore: LUCA ROJCH
OLBIA. Il profumo dei rifiuti cambia con il vento. L’olfatto delle libertà, un tempo sensibilissimo all’olezzo della spazzatura, ora guarda l’immondizia con tutto un altro occhio, o meglio, un altro fiuto. Non la trova più ripugnante, orribile, campana. A guardarla bene ha anche un certo fascino, e per dirla tutta è quasi una risorsa. Piccoli colpi di timone che hanno fatto cambiare rotta al bastimento azzurro. Se le navi cariche di spazzatura napoletana erano più radioattive di una gita a Chernobyl, ora il Cines propone un termovalorizzatore da realizzare in città. A essere sinceri l’idea non è originalissima. La proposta era già stata lanciata a maggio dall’assessore comunale all’Ambiente, Marco Piro. La sua non era una semplice spremuta di fosforo. Piro aveva già trovato l’area, il tipo di inceneritore, e un’impresa pronta a realizzarlo. Tutto gratis. Una società era pronta a costruire la struttura divora ecoballe e a gestirla per i prossimi dieci anni. Piro assicurava anche che il termovalorizzatore sarebbe stato ecocompatibile. Le sue emissioni sarebbero pari a quelle di sei tir rimasti accesi per tutta la giornata. L’idea a costo zero non aveva entusiasmato la Regione. Nel piano elaborato dall’assessore all’Ambiente Cicito Morittu e dal presidente Renato Soru sono previsti tre termovalorizzatori per tutta l’isola. Uno a Cagliari, uno a Sassari e un terzo a Tossilo nel centro dell’isola. Il progetto è rimasto dentro un cassetto. Ora a rispolverare l’idea è il presidente-onorevole Settimo Nizzi. Ad appoggiarla il sindaco Gianni Giovannelli, che nei giorni della sospetta invasione della spazzatura napoletana presidiava con pipa e ombrello l’Isola Bianca, pronto con tutta la maggioranza a impedire l’arrivo dei camion della mefitica immondizia campana. Nella sua guerra contro l’invasore delle ecoballe Giovannelli aveva rispolverato la delibera che vietava il passaggio di tir carichi di spazzatura nel territorio del comune di Olbia. Un remake dell’ordinanza firmata dal precedente primo cittadino, Settimo Nizzi. Se il termovalorizzatore rimane sulla carta, resta da capire quale sarà la fine della discarica di Spiritu Santu. In teoria la montagna in cui sono accatastate le ecoballe dovrebbe chiudere entro la fine del 2008. Ma una volta finiti i posti nella collina di rifiuti sembra difficile che il Cines abbandoni anche la struttura costruita con milionate di euro a Spiritu Santu. Un impianto all’avanguardia che trasforma i camion di spazzatura in compost e preziose ecoballe. In altre parole fino a oggi sulla strada che porta al nuovo ospedale San Raffaele, e alla area protetta di Tavolara, il traffico dei camion carichi di spazzatura in arrivo da mezza Gallura è stato sostenuto. In futuro si rischia di vedere anche un altra fila di camion che corrono nell’altro senso. Mezzi carichi di ecoballe sfornate dall’impianto del Cines di Spiritu Santu e trasportate nel nuovo termovalorizzatore di Olbia. Un allegro sferragliare di spazzatura intorno alla città. Ma con il nuovo corso berlusconiano l’immondizia non puzza più. Ora è un’asettica risorsa.
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