Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Un kamikaze nelle Bocche ma è solo un esercitazione

17/06/2008

autore: Giampiero Cocco



SANTA TERESA. Un kamikaze intenzionato a far saltare in aria, facendola colare a picco nel bel mezzo delle Bocche di Bonifacio, una delle navi che fanno la spola tra Sardegna e Corsica. Questo l’ipotetico scenario che ieri ha impegnato la security portuale, la guardia costiera e la polizia di Stato.  Porti sicuri, in vista del G8 che dovrebbe tenersi il prossimo anno alla Maddalena, ma anche un’esercitazione a scadenza periodica «per tenere in forma e costantemente aggiornato il personale addetto alla sicurezza e all’incolumità pubblica, garantendo viaggi sicuri a tutti i passeggeri», ha affermato il capitano di fregata Rodolfo Giovavannini, comandante della direzione circondariale della Maddalena.  L’allarme (fortunatamente soltanto simulato) è scattato quando uno degli addetti alla sicurezza portuale ha sottoposto a controllo un passeggero mediorientale che stava per imbarcarsi sul traghetto diretto a Bonifacio.  Lo zaino dell’uomo, ispezionato con uno “snifer” antiesplosivi, aveva rilevato tracce di materiale esplodente. Per evitare il panico il “sospettato” è stato lasciato passare al varco, ma immediatamente è scattato il piano di emergenza. Avvertiti il comandante della polizia di frontiera, Domenico Pintus, e il comandante della delegazione portuale, capo Vito Chirico, il presunto terrorista è stato “isolato” dal resto dei passeggeri e immediatamente immobilizzato. Ammanettato (con le braccia all’indietro), ad un palo prospicente la banchina commerciale - e quindi messo il presunto terrorista nelle condizioni di non poter attivare le cinture esplosive che teneva nascoste sotto un giubbotto -, è scattata la seconda fase: l’evacuazione degli uffici, della zona passeggeri e dell’intera stazione marittima, mentre la guardia costiera - con due motovedette - provvedeva a bloccare l’ingresso del porto teresino e a far allontanare la nave dal molo, in attesa dell’arrivo degli artificieri. La questura di Sassari ha inviato sul posto uno dei suoi maggior esperti in esplosivo (l’ispettore Alberto Allanni) il quale, una volta liberata l’intera banchina, è stato l’unico ad avvicinarsi al “terrorista”, per procedere al disinnesco di quella bomba umana.  Nel frattempo la security portuale (diretta da Carmine Sanna, un ex agente antiterrorismo) e la polizia di Stato provvedevano a mantenere a distanza di sicurezza le centinaia di passeggeri che, ignari, attendevano di imbarcarsi.  Il presunto terrorista, una volta “liberato” dalle giberne che contenevano esplosivo ad alto potenziale, è stato immediatamente preso in consegna dagli agenti della polizia di Stato e accompagnato in carcere. Ma l’intera operazione non poteva concludersi se mancavano le vittime collaterali: un anziano passeggero che, colto da un infarto, è stato soccorso e accompagnato in ospedale dai mezzi del servizio 118, presenti sul posto dopo che era scattato lo stato di emergenza. Per la cronaca anche questo caso era simulato, e il paziente, dopo le “cure”, è stato dichiarato fuori pericolo.  L’intera operazione, coordinata dal questore di Sassari Cesare Palermi, ha impegnato una cinquantina di uomini per oltre quattro ore.  Sin qui la cronaca della simulazione. Ma il rischio che qualche matto da legare possa (per davvero) mettersi in testa di salire a bordo di una nave con una cintura esplosiva non è soltanto ipotetico, ma potenzialmente possibile, da qui le circolari del ministero dell’Interno che periodicamente vengono inviate agli uffici di frontiera.  «Il porto di Santa Teresa, puer essendo relativamente piccolo - dice uno degli adddetti alla sicurezza - è uno scalo internazionale, da qui l’adeguamento dello standard di sicurezza ai parametri imposti dalla Comunità Europea e il costante aggirnamento del personale, che lavora in perfetta sinergia con le forze dell’ordine». Oltre allo “snifer” di ultimissima generazione, in grado di captare particelle di esplosivo infinitesimali, il porto teresino è dotato di decine di telecamere a circuito chiudo e di altre atrezzature antiterrorismo. In vista del G8 il personale sarà raddoppiato, così come saranno incrementati gli organici e i mezzi a disposizione della polizia di frontiera che presidia lo scalo gallurese e quelli della delegazione di spiaggia, che fa capo alla guardia costiera della Maddalena.  D’esplosivo e armi, tra la Sardegna e la Corsica (e viceversa), ne sono transitati a vagonate, in passato.  Gli irredentisti còrsi facevano la “spesa” dalla malavita sarda, ricambiando il favore con l’ospitalità offerta a molti latitanti isolani che “svernavano” per lungi periodi nelle accoglienti case dei cugini còrsi. Ed è quanto si vuole evitare in vista del G8, osteggiato da tutte le sigle irredentiste.


Chiavi di questa notizia: Maddalena