Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Caprera e il suo patrimonio: un nuovo progetto di rilancio»

12/06/2008


LA MADDALENA. Il futuro di Caprera, isola di Garibaldi, è stato al centro di un convegno organizzato dal Comune.  Oltre al sindaco Comiti, hanno partecipato anche il presidente del parco Giuseppe Bonanno, i rappresentanti dell’Istituto internazionale degli studi Giuseppe Garibaldi, illustri conoscitori della storia dell’Eroe e l’assessore provinciale all’Ambiente Pierfranco Zanchetta. Scopo dell’incontro: promuovere un ampio dibattito e una serie di riflessioni per mantenere viva l’attenzione sulla figura di Giuseppe Garibaldi anche dopo le celebrazioni del bicentenario della nascita. E, soprattutto, per sollecitare le istituzioni (ministeri, Regione, Provincia e Comune) ma anche il mondo della cultura ed i cittadini, a occuparsi con rinnovato impegno alla valorizzazione di un grande patrimonio rappresentato dalla casa museo, dal compendio e più in generale dall’intera isola di Caprera con le strutture ex militari e un paesaggio da favola.  Il sindaco si è lamentato per il fatto che i ministeri non autorizzano interventi sottolineando, però, la necessità di sistemare il museo. Zanchetta ha parlato di Caprera come una risorsa unica nel Mediterraneo. «Caprera dev’essere posta all’attenzione del G8 per rilanciarne la sua straordinaria funzione. Peraltro è necessario intervenire sull’isola di Garibaldi per presentarla ai grandi della terra con le valenze che Caprera contiene. E’ necessario anche che dopo il G8 si avvii un vero progetto da inserire, a mio avviso, nel piano strategico del Comune. Per risolvere le questioni di Caprera, che è un feudo con tanti feudatari, cioè una terra con troppi enti, di tutti e di nessuno, é necessario che ci sia un unico soggetto che possa governare i processi di sviluppo sostenibile su Caprera. Sostengo - ha proseguito Pierfranco Zanchetta- che questo soggetto debba essere la Regione assieme al Comune. Ecco perchè Caprera deve passare al demanio della Regione. Detto questo, non significa che noi dobbiamo espropriare gli altri enti, ma con gli altri enti bisogna collaborare e lavorare perché ci sia efficacia nella programmazione sull’isola. Il compendio garibaldino e quindi il ministero dei Beni culturali deve avere un atteggiamento diverso. Non si può tenere chiuso il santuario laico dell’unità nazionale nei giorni di maggior affluenza. Bisogna, ed è necessario, che il ministero dell’Ambiente assuma su Caprera iniziative consoni alla formidabile valenza paesaggistica e naturalistica che l’isola deve avere».

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