Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Maddalenini pigri? No, mancano le qualifiche»
04/06/2008
autore: Serena Lullia
LA MADDALENA. Api operaie ma senza specializzazione. L’isola non accetta di essere bollata come pigra e dà una lettura diversa del no di 17 disoccupati a un posto da muratore in un cantiere del G8. Per sindacati e associazioni di categoria non un atto da snob, né una contagiosa allergia al sudore. Solo la mancanza di adeguate qualifiche. Un copione destinato a ripetersi anche nelle future chiamate al lavoro. Lo stupore e l’amarezza del commissario per il G8, Guido Bertolaso, per il rifiuto di 17 disoccupati su 20 per un posto da muratore nell’industria edilizia galleggiante, evapora nelle parole di Cna e Confcommercio. «Non è vero che i maddalenini sono persone pigre - spiega Claudio Tollis, membro del direttivo della Confcommercio della Maddalena -. La maggior parte degli iscritti nelle liste di collocamento non ha una qualifica. Si tratta per lo più di operai generici. Il no pronunciato da molti di loro è abbastanza naturale. Gli isolani non hanno mai puntato a specializzarsi, non ne hanno mai avuto l’esigenza. Sicuramente un loro limite, ma è inaccettabile che vengano definiti oziosi». Secondo Tollis il flop del primo cantiere del G8 è solo il primo di una lunga serie. «Gli unici operai specializzati alla Maddalena erano quelli dell’arsenale. Quelle maestranze non compaiono però nelle liste dei disoccupati - aggiunge Tollis -. Nel momento in cui ci verranno richiesti idraulici, elettricisti o altre figure specializzate nel settore del turismo, penso a maitre da sala e chef, in tanti dovranno rifiutare. Non certo per mancanza di voglia di lavorare o spirito di sacrificio, ma per assenza di qualifica. Un aspetto che fino a ora non si è preso in considerazione». Fino a oggi l’industria del turismo nell’isola parco si è nutrita di camerieri, barman e chef che hanno conquistato i galloni sul campo. Manodopera molto abile nella pratica, ma senza stelle sul curriculum. «Non dobbiamo dimenticare che i maddalenini hanno sempre lavorato nelle strutture ricettive, ma la loro bravura non è andata di pari passo con una qualifica - precisa Tollis -. Oggi l’industria del turismo deve fare un salto di qualità. I tempi sono però stretti per dare risposte concrete, per esempio con corsi di formazione. Serviva una maggiore programmazione». Sulla stessa linea Anselmo Cuneo, rappresentante cittadino della Cna. «È sbagliato generalizzare e identificare i maddalenini come gente pigra - afferma Cuneo -. Bisogna valutare caso per caso il no dei 17 disoccupati. L’assenza di un adeguato grado di specializzazione in questo settore è sicuramente in cima alla lista delle motivazioni. Abbiamo delle eccellenze in altri campi, come nell’artigianato. Inoltre alla Maddalena esistono dei muratori che già lavorano nelle ditte locali. Micro imprese che non hanno mai avuto crisi e che sono state capaci di dare risposte alla richieste». Cuneo dà anche una lettura diversa della disoccupazione isolana. Se è vero che la Maddalena attraversa una fase di crisi, legata al ridimensionamento della marina italiana e all’addio dei soldati a stelle e strisce, è altrettanto vero che la mancanza di biglietti verdi non ha generato disoccupati nel mondo del mattone. «Tra gli ex lavoratori americani i muratori sono solo 5 - aggiunge Cuneo -. Per loro accettare un nuovo posto di lavoro significherebbe rinunciare alla mobilità». Più critico Lorenzo Porcheddu, della Cgil. «Una proposta di lavoro come il muratore in un cantiere del G8 può sicuramente destabilizzare un lavoratore - dice il sindacalista -. Il maddalenino però non è pigro. Forse è solo abituato a una condizione di lavoro stabile. Come sindacato dobbiamo sicuramente informare e formare meglio le persone. Credo che serva uno sforzo più ampio per far capire alle nuove generazioni che oggi occorre una mentalità più flessibile».
Chiavi di questa notizia: Maddalena