Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Nascono i consorzi delle imprese sarde
05/06/2008
LA MADDALENA. L’appuntamento dal notaio è fissato, e non sarà disdetto: il consorzio delle imprese edili della Sardegna, da nord a sud, si farà e diventerà la più grossa società di costruzioni dell’isola. Solo che ora, per il G8 che ha permesso e accelerato questa svolta imprenditoriale, non sarà possibile mettere nero su bianco la costituzione. «Troppa burocrazia, saremmo arrivati fuori tempo massimo per le opere da realizzare alla Maddalena» dice Massimo Putzu, alto dirigente di Confindustria. Per il G8 i costruttori formeranno un’associazione temporanea d’impresa, ne fanno parte una quarantina d’aziende, si candidano ad aprire uno dei cinque grandi cantieri. Ma gli industriali hanno messo su altre due cordate: una per l’information technology (senza Tiscali) e una per i servizi. Fare società, in Sardegna, non è mai stato facile. O, almeno, questa per anni è stato il luogo comune. In realtà, leggendo i dati di Unioncamere (l’unione delle camere di commercio italiane), il quadro è meno netto. In Italia le imprese individuali sono il 57,1 per cento di quelle totali. Il dato è del 2006. In quell’anno la camera di commercio di Sassari ha segnato un dato più alto: delle 55 mila 187 imprese registrate, ben il 61 per cento era composto da ditte individuali. Scomponendo i dati, però, c’è una sorpresa: nel Sassarese la percentuale di ditte individuali è ancora più alta, (64.7 per cento del totale), ma in Gallura è uguale a quella nazionale (57.2 per cento). Sull’altro fronte, quello delle società di capitali (spa e srl), la percentuale italiana è del 19.3 per cento sul totale delle imprese. La media del nord Sardegna è del 16.2 per cento, tre punti sotto il dato nazionale. Meno voglia di fare società, appunto, ma con dati differenti tra il Sassarese (13.9 per cento di spa e srl) e la Gallura (18.6 per cento, percentuale vicinissima a quella italiana). «La nascita del consorzio tra le imprese edili è, inutile nasconderlo, una svolta culturale e imprenditoriale di grande rilievo» spiega Massimo Putzu, imprenditore olbiese, vicepresidente regionale della Confindustria. Effettivamente, non era mai succeso prima che quaranta aziende - del nord, del centro e del sud della Sardegna - rinunciassero alla propria autonomia per (con)dividere affari, clienti e profitti (o perdite). E’ uno degli effetti collaterali del G8, l’evento che trasformerà mezza Sardegna a livello infrastrutturale e l’intera isola come gestione dei prossimi business. «Non era facile raggiungere questo obbiettivo - chiarisce Putzu -. Ma ci siamo riusciti perché non avevamo scelta, in un certo senso. Ora c’è l’opportunità del G8 ma per poter ottenere quegli appalti era necessario mettersi insieme, fare massa. Un’impresa sarda, da sola, avrebbe potuto ottenere poco o nulla, su questo non ci sono dubbi». Non sarà così: sono una quarantina le società di costruzioni di Confindustria che hanno formato un’associazione temporanea di impresa e che si candidano, con buone chance di successo, a ottenere dal commissario del G8 Bertolaso la realizzazione di una delle cinque opere opere alla Maddalena. «Non facciamo nomi. Ci sono aziende associate alla Confindustria del nord Sardegna, a quella della Sardegna centrale, a quella di Oristano e a quella del sud Sardegna - evidenzia Putzu -. Ha fatto un grande lavoro il presidente Lubrano e ora è stato fissato l’appuntamento dal notaio per la costituzione del consorzio. Non lo faremo subito perché, per via della burocrazia, saremmo arrivati fuori tempo massimo per il G8. Ma per il futuro saremo pronti». Il che vuol dire che, per l’appalto della rete del metanodotto Galsi e per la Olbia-Sassari, i costruttori sardi sono già in campo. Ma Confindustria punta anche sull’information technology e sui servizi, per il G8. Ci sono due associazioni temporanee di impresa che si faranno avanti con Bertolaso: per internet solo aziende del nord e di Cagliari (Tiscali, società di Soru, non partecipa), per i servizi solo galluresi.
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