Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Aspettando il G8, tra i dubbi
05/06/2008
autore: VITO FIORI
La Maddalena. La riconversione economica sarà un trauma, ma anche una grande opportunità
Molti “ventisettisti” e una mentalità da cambiare
Cassa integrazione, lavoro nero e tante aspettative. Per ora si va avanti così nell'anno che manca all'appuntamento storico con il G8. La comunità isolana è divisa tra gli scettici e chi, invece, crede nella rinascita. A un patto: creare un polo nautico perché gli alberghi potrebbero non essere sufficienti a far ripartire un'economia ferma alle servitù militari.
LA MADDALENA «Non esagerate, qui finisce che ci prendono sul serio e ci assumono in qualche cantiere». Detto fatto: quelle decine di “presunti” disoccupati tacquero di colpo, comprendendo il rischio a cui andavano incontro. L'invito ad abbassare il tono sulla rivendicazione corale “lavoro, lavoro” era arrivato da un impiegato comunale, uno conosciuto per la sua proverbiale mandronìa .
Era il 1957, mezzo secolo fa, quando il Pci e la Cgil organizzarono quella manifestazione occupando addirittura il municipio per far sentire la voce dei tanti disperati in cerca di occupazione.
Ma qui sembra che il tempo si sia fermato, che 50 anni siano trascorsi invano o quasi. A leggere i numeri c'è di che tremare: 1600 persone senza lavoro in una cittadina di poco più di 12 mila anime. Tante, troppe per essere vero. «Forse quei dati sono esagerati - spiega il sindaco Angelo Comiti - ma almeno settecento sì, questi sono reali. Basterebbe pensare ai lavoratori dell'ex base Usa e a quelli dell'indotto e siamo già a 370. E poi non dimentichiamo i disoccupati fisiologici, cioè ragazzi che hanno finito gli studi superiori o il corso di laurea e si iscrivono all'ufficio del lavoro».
La verità, però, è anche un'altra. Moltissimi maddalenini sono degli stagionali con contratti a termine che, una volta risolto, passano a incassare l'indennità di disoccupazione non disdegnando di lavorare in nero e di incrementare il sommerso. Ma ufficialmente sono disoccupati e in lista d'attesa. Nemmeno il prossimo G8 riesce a modificare di una virgola l'apatia diffusa in una comunità che ha vissuto per oltre un secolo sotto la cappa protettiva della Marina e per più di tre decenni in compagnia dei militari statunitensi che hanno fatto lievitare gli affitti delle case e crescere il volume d'affari di alcuni bar e pizzerie.
LA MENTALITÀ In una recente visita nell'isola del presidente della Regione Renato Soru ad aspettarlo c'erano, manco a dirlo, gli ex dipendenti della base di Santo Stefano che chiedevano lumi sugli ammortizzatori sociali previsti da un decreto del Governo Prodi, niente, invece, sullo stato dei progetti e dei lavori di preparazione per il vertice. La circostanza, per quanto in apparenza insignificante, riassume molto bene una certa mentalità “ventisettista”.
«Il G8 è l'ultimo treno - dice Pierpaolo Conti, titolare di un'edicola-tabaccheria in via Garibaldi - l'unica risorsa rimasta è il turismo ma per poterne approfittare servirà un cambiamento radicale nella testa di noi isolani e un atteggiamento diverso verso le novità. Tutti dobbiamo renderci conto che non sarà facile superare le difficoltà ma, d'altro canto, non si può sempre aspettare che ci cada tutto dall'alto».
Non è il solo a pensare alla grande chance. «Secondo me - Francesca Cataldi è convinta - la situazione di La Maddalena migliorerà, non ho dubbi, soprattutto perché è impossibile che peggiori. Ma sta a noi afferrare questa occasione». Pietro Pirredda, giovane geometra che lavora in uno studio tecnico, è pieno di speranze: «Credo che ci saranno opportunità per tutti, quindi anche per noi».
L'ARSENALE Molti, tra quelli che pensano a una rivoluzione epocale, mettono come punto di partenza della rinascita la riconversione dell'arsenale. «Alberghi e altre strutture di supporto al turismo - spiega Renato Bartiromo, commerciante di abbigliamento - non serviranno a molto senza un polo nautico di livello. Sono sicuro che ci saranno dei miglioramenti sostanziali ma so perfettamente che c'è da lavorare tanto, a cominciare dai prezzi dei biglietti per il traghetto, davvero molto cari».
Fiducia, certo, ma anche perplessità. «Dal G8 - è l'opinione di Antonello Esposito, imprenditore della nautica - vorremmo che crei quella corsia preferenziale per adeguare le infrastrutture portuali al contesto gallurese e sardo in generale. Siamo in ritardo in diversi settori». Eppure, qualcosa si muove già da ora. I ristoratori maddalenini (27) si sono consorziati - se non è un miracolo, poco ci manca - per fornire 700 pasti giornalieri, per un anno, a tecnici e operai che a breve cominceranno a lavorare. È solo un primo esempio, da seguire.
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