Fino al 2 maggio per far posto a quelli di Napoli
I rifiuti in arrivo oggi dalla Campania saranno bruciati nei forni del Tecnocasic, ma in cambio la spazzatura di cagliari e di altri 21 comuni dell'hinterland sarà smaltita fino al due giugno nella discarica consortile di Villacidro invece che negli impianti di Macchiareddu. La soluzione è stata concordata tra il presidente della provincia nonché numero uno del Casic, Graziano Milia, e l'assessore regionale all'ambiente Cicito Morittu. L'inceneritore di Tecnocasic dispone di due brucatori che, fino a ieri, erano fermi per la programmata manutenzione annuale. Ciò ha fatto slittare di qualche giorno l'arrivo dei carichi della Campania. Una volta riaccesi, tuttavia, i forni hanno bisogno di tempo per tornare a pieno regime e così si è scelta la via di Villacidro, che non avrà difficoltà ad accogliere i rifiuti: la quantità di solidi urbani prodotti ogni giorno non è elevata, Cagliari ne sforna circa 500 tonnellate al giorno. L'impianto di Villacidro è gestito da Fisia, una delle società del gruppo Impregilo che lavorano anche in Campania. Ma Tecnocasic oltre alla spazzatura “normale” potrebbe bruciare anche rifiuti tossico-nocivi e le famose ecoballe. La società dispone di un terzo forno ad hoc, che da metà luglio 2007 ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, comprese quelle ambientali, tranne una: la firma, ultima, del ministro dell'Ambiente. Alfonso Pecorare Scanio non l'ha mai apposta e la questione prima o poi arriverà anche sul tavolo del nuovo responsabile del dicastero, l'esponente di Forza Italia Stefania Prestigiacomo. Il presidente del Casic Milia aveva più volte sollecitato il ministero, durante la gestione di Pecoraro Scanio, ma senza ottenere risultati.