Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Male Oristano, Sassari e Nuoro

24/10/2006

autore: Matteo Vercelli

ORISTANO.Male Nuoro. Ancora peggio Sassari. Per Oristano arriva una bocciatura senza possibilità d'appello, anzi con l'aggravante di non aver fornito tutti i dati. Insomma: il dossier Ecosistema urbano 2007 condanna, dal punto di vista ambientale, gli altri tre capoluoghi di provincia della Sardegna. Nuoro è la città, insieme a Cagliari, che cerca di avvicinarsi alla media nazionale. Ma soprattutto è quella che rispetto allo scorso anno ha fatto passi da gigante, risalendo dal 101° posto al 79°, con un punteggio di 49,91. La qualità dell'aria invidiabile (per la presenza di polveri sottili ha il secondo valore più basso in Italia), che conferma un livello di inquinamento minimo, e il basso consumo idrico (anche in questo caso Nuoro è al secondo posto nella classifica nazionale) sono le eccellenze del capoluogo barbaricino. Il punteggio crolla quando si parla di depurazione dell'acqua (tra le peggiori d'Italia), numero di auto circolanti, inesistenza di isole pedonali e piste ciclabili (un problema tutto della Sardegna, vista la situazione analoga a Cagliari e Sassari) e verde urbano. Voti pessimi anche per Sassari (90° posto, stabile rispetto al 2005) che si difende solo alle voci consumi idrici e produzione procapite di rifiuti urbani (bassa). Per il resto, i conti sono in rosso: raccolta differenziata, consumo elettrico domestico e di carburante, ztl, perdite nella rete idrica sono parametri che collocano il capoluogo sassarese agli ultimi posti in Italia. Un discorso a parte merita Oristano (98° posto, meglio solo di Trapani, Ragusa, Catania, Taranto e L'Aquila), che collabora poco con il dossier di Legambiente, comunicando solo alcuni dati (tra questi non ci sono quelli sulla qualità dell'aria e quindi sull'inquinamento atmosferico), in ogni caso non incoraggianti: aree verdi, raccolta differenziata, consumo di acqua potabile, abusivismo edilizio fanno di Oristano (in calo rispetto allo scorso anno, quando occupava il 94° posto) il capoluogo sardo meno in sintonia con una politica ambientale. Gli unici segnali positivi arrivano dalla depurazione dell'acqua (24° posto), dall'offerta del trasporto (15°) e dalla presenza di isole pedonali (in controtendenza rispetto alle altre città sarde). «Un quadro poco incoraggiante ? ha commentato Vincenzo Tiana ? che speriamo serva a dare uno scossone alle amministrazioni delle città sarde per risalire la classifica e raggiungere almeno la media nazionale».

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