Rassegna Stampa
Testata: La Stampa
La Maddalena dalle stellette ai cinque stelle
13/05/2008
autore: CHIARA BERIA DI ARGENTINE
L’ex base americana si prepara a ospitare il G8 “Porti e alberghi da sogno”. Ma regna lo scetticismo
MADDALENA (Olbia) E’ tornato entusiasta nella sua isola Angelo Comiti, da 3 anni sindaco Pd della Maddalena, dopo il vertice di mercoledì 30 aprile a Roma sul G8, il summit dei più potenti leader del mondo previsto per il luglio 2009 nell’arcipelago a nord della Sardegna. «Tutti i progetti sono stati approvati », annuncia Comiti, reduce dalla riunione coperta dal segreto di Stato. «A inizio giugno apriranno i cantieri e si lavorerà a 3 turni al giorno per essere pronti in tempo. Ci sono i soldi; ci saranno tanti posti di lavoro. E’ un momento epocale per la Maddalena; dallo Stato riceviamo finalmente un risarcimento per quello che abbiamo fatto in nome della difesa nazionale. Basta sommergibili militari; ma basta anche essere usati solo come una “piscina dorata” per gli yacht della Costa Smeralda», incalza il sindaco. «Siamo un paese con una grande storia e un grande passato. Grazie al G8, alla Maddalena nascerà - è il pane del nostro futuro - il più importante polo turistico e cantieristico del Mediterraneo». Rewind. Dopo 35 anni, a fine febbraio, gli ultimi soldati della Us Navy hanno lasciato l’isola di Santo Stefano, base d’appoggio per sommergibili a propulsione nucleare; il primo ottobre 2007 aveva già preso il largo la Uss Emory Land, nave simbolo Usa; il 21 gennaio l’ammaina bandiera alla presenza del controammiraglio Michael Groothousen. Dalle stellette militari agli alberghi a 5 stelle; dagli ammiragli agli immobiliaristi con il summit del 2009 (il primo per il prossimo presidente Usa) usato non solo come superspot per la Sardegna (sono previste 20 mila persone e 3 mila i giornalisti) ma, soprattutto, come volano per ridisegnare un territorio da base militare a meta turistica che attiri risorse finanziarie dai privati. «Rispetteremo natura e storia» L’operazione Maddalena (130 milioni di euro, tra Stato e Regione; 70 milioni dai fondi Fas, per le aree sottosviluppate) è, in sostanza, il più grande intervento di riconversione urbanistica e economica mai fatto in Sardegna. Non solo. Operazione sulla quale, visto il tragico precedente del G8, luglio 2001, a Genova e ben prima dell’Expo 2015 a Milano, si gioca la credibilità del sistema Italia. Fortemente voluto da Romano Prodi («è un suo regalo», disse annunciando a novembre la scelta della Maddalena l’allora ministro della Difesa, Parisi) e da Renato Soru, il presidente della Regione, ferocemente contrario alla presenza Usa («L’economia militare non ha portato alcun sviluppo, in queste zone i tassi di disoccupazione sono altissimi», ribadisce) il G8 alla Maddalena è uno dei primi dossier che dovrà affrontare Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio che da anni ha scelto per vacanze, investimenti e vari suoi summit le stupende coste della Gallura. «In linea con un G8 in cui dovranno essere prese importanti decisioni per l’ambiente, la nostra scommessa è coniugare lo sviluppo con il rispetto della natura e della storia dell’arcipelago. La Maddalena sarà un modello per il resto del mondo. E conoscendo il presidente Berlusconi (ho collaborato con lui fin dal vertice Nato, a Pratica di Mare) sono piacevolmente sicuro che vorrà riesaminare ogni dettaglio del piano», dichiara Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della protezione civile nominato il 27 novembre 2007 da Prodi e Commissario straordinario per il G8 nell’arcipelago. «La Maddalena summit». Piacerà al premier il logo scelto dal Comitato d’indirizzo del vertice presieduto da Soru, il governatore della contrastata tassa sul lusso? Confermerà i progetti approvati, mercoledi scorso, anche da Elio Garzillo, soprintendente per i Beni culturali e paesaggistici della Sardegna? En attendant Berlusconi il bello della vicenda è che i primi interessati, i 12 mila maddalenini, di ciò che si farà nel loro arcipelago (parco naturale e sito d’importanza comunitaria protetto da mille vincoli) hanno letto solo indiscrezioni sui giornali sardi. Top secret. Il 21 marzo, con una seconda ordinanza, Prodi non solo ha apposto il segreto di Stato su tutti i lavori per il G8, comprese forniture e servizi, ma ha conferito maggiori poteri a Bertolaso che, per gli appalti in deroga alle leggi statali e regionali, potrà fare una gara informale invitando almento 5 importanti imprese a fare proposte. Una di queste, o un consorzio di queste, sarà il general contractor. Altra deroga: vista la «somma urgenza », Bertolaso, noto per essere uomo tanto capace quanto perbene, potrà affidare i lavori senza aspettare la valutazione d’impatto ambientale, salvo poi imporre prescrizioni al general contractor. Scelte dettate dai tempi e dalle misure di sicurezza rese obbligatorie dalla presenza dei capi di Stato che hanno però allarmato i più radicali ecologisti. Un allarme cresciuto quando, a marzo, la «Nuova Sardegna» ha pubblicato i primi rendering del piano (un albergo da 135 camere a 5 stelle per le notti dei Grandi e, per il vertice, un altro albergo con 110 camere, più un’ alta torre e un enorme padiglione sospeso sul mare) firmato dagli architetti Stefano Boeri e Mario Cucinella di riconversione dell’antico Arsenale (19 mila mq coperti, chilometri di banchine) e dell’ex ospedale militare; le 2 strutture cedute, in vista del summit, dalla Marina militare alla Regione. Suite al posto dei bungalow Oltre a un totale restauro del waterfront e alla costruzione degli indispensabili impianti di depurazione e depotabilizzazione delle acque, la Regione ha dato il via anche un piano alberghi che aumenterà l’attuale scarsa ricettività (1.036 posti letto). In tutto 11 progetti approvati, con riduzioni di volumetria, su 60 presentati: da 2 alberghi di lusso e ville con vista su Budelli nell’ex villaggio degli americani comprato dal gruppo Ligresti, al progetto del Club Med che vuole realizzare, al posto dei vecchi bungalow, un albergo di lusso; e poi la ristruturazione dell’hotel Cala Lunga, della Sviluppo Vacanze spa dell’imprenditore Davide Cincotti. Fine di un paradiso? «Temiamo un G8 in salsa cinese con aperture spaventose alla speculazione edilizia », denuncia Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’Intervento giuridico (l’associazione nota per aver già denunciato Berlusconi per il segreto di Stato a villa Certosa) che, con gli «Amici della Terra», ha presentato a fine marzo un ricorso alla Comunità Europea sia sul segreto di Stato sia sul sistema dei concorsi. Diffidenze, dubbi, rancori. Il 16 marzo duecento maddalenini imbufaliti hanno cacciato a pomodorate la Goletta Verde di Legambiente che, capitanata dal presidente regionale, Vincenzo Tiana, aveva ben pensato di andare a brindare all’addio dell’Us Navy: 147 operai che lavoravano all’Arsenale della Marina, 150 alle dipendenze della base Usa, più tutto l’indotto: la riconversione è, per ora, solo pane duro da masticare per la gente dell’arcipelago. Fidarsi o ribellarsi? «In attesa degli hotel di lusso abbiamo le strade piene di buche», sbotta Ernesto Battaglia, negoziante. «Mio figlio Livio, 38 anni, che lavorava per gli americani come tecnico addetto ai generatori è rimasto senza lavoro. Qui ogni famiglia ha un disoccupato», incalza Giovanni Lorenzoni, pensionato dopo anni di lavoro all’Arsenale. Chiedono lavoro e di non dover abbandonare la loro isola, i maddalenini, in questa difficile primavera. Hanno ragione o devono fidarsi del sindaco? «Dopo il via di Berlusconi illustreremo ai cittadini i progetti per il G8. Ricordiamoci però che, se non possiamo garantire la sicurezza, rischiamo di perdere il summit», risponde Bertolaso. «Non sono un palazzinaro», insiste il commissario che, poi, liquida come «pessimi» e comunque superati quei famosi rendering. Che è successo? Cucinella non è più della partita, Boeri è vincolato da segreto, il piano porta la firma dell’ingegner Angelo Balducci, capo dipartimento per lo sviluppo. A «La Stampa» Bertolaso assicura che, la zona tra l’Arsenale e l’ex ospedale militare, cuore del summit, sarà un modello di bioarchitettura. Energia solare, macchinette elettriche. Il presidente Napolitano offrirà un evento straordinario in un luogo che poi sarà donato ai maddalenini; i giornalisti staranno a Palau e si faranno lavori anche allo scalo di Olbia dopo lo spiacevole incidente di pochi giorni fa allo Yak-42, il jet di Sergej Shogui, potente ministro russo della protezione civile, finito lungo in pista. Renato Soru conferma che, dopo il summit, farà un bando internazionale per la gestione del nuovo polo turistico, con le banchine per maxi yacht nell’affascinante ex Arsenale. All’operazione sarebbero interessati tra gli altri l’Aga Khan e il detentore della Coppa America, il magnate svizzero Ernesto Bertarelli. «La Maddalena, paese non inventato dalla speculazione ma di vera storia e fascino, merita un grande futuro », sostiene Soru. Peccato che l’arrivo in piena stagione di migliaia di persone (la data del summit sarà fissata tra il 4 e il 14 luglio) sta già suscitando le proteste dei sindaci della costa. «Non a caso il 13 aprile in tutti quei comuni abbiamo trionfato», dice il senatore Pier Giorgio Massidda, già cordinatore regionale di Forza Italia, il primo a paventare un vero effetto tsunami per il turismo sardo. Cambiare la data del summit, spostarla dopo l’estate, non è facile; dipende dalle agende fitte d’appuntamenti dei potenti. «Certo che sarei favorevole», chiosa Bertolaso. E, aggiunge che, per evidenti ragioni di sicurezza, è impossibile pensare che in quei giorni di luglio «i voli della Meridiana, i traghetti o gli yacht possano andare e circolare come se nulla fosse».
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