Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Nel paese delle ciminiere salute appesa a un fil di fumo

12/05/2008

autore: PAOLO PAOLINI

Mauro Cois:«Ora le aziende dovranno inquinare meno I nostri cittadini non devono pagare prezzi così alti»

SARROCH. Affacciato sul Golfo degli Angeli c’è un paese che odora di benzina. Un presidio di depositi e ciminiere con le insegne di Saras, Liquigas, Air liquide, Agip e Polimeri Europa che garantisce cinquemila posti di lavoro e tanti dubbi sulla salute dei cinquemilaseicento residenti. Ora un sindaco a metà mandato, Mauro Cois, s’è messo in testa di fare chiarezza: «Lo devo ai miei concittadini e a quelli che lo diventeranno». Ha faticosamente racimolato mezzo milione nel bilancio comunale per pagare un’indagine epidemiologica che ha ufficializzato ciò che tutti già sapevano: a Sarroch ci si ammala ai polmoni con una frequenza impressionante. «Non si può più rinviare: è arrivato il momento di trovare una soluzione». Come si difende dalla puzza di benzina che spesso ammorba l’aria? «Passiamo alla domanda di riserva ». Sicuro? «Mi sono difeso avviando un’operazione trasparenza». Quanto si sente responsabile? «Nemmeno un po’. Anzi, la mia Giunta ha commissionato e pagato un’indagine per accertare la situazione in un Comune che da quarant’anni ha il primo polo industriale della Sardegna. È sempre stata una delle esigenze dei cittadini quella di sapere ciò che avviene in una zona che conta migliaia di lavoratori, tra aziende principali e indotto». Dica la verità: si è sempre dovuto scegliere tra salute e posti di lavoro. «Di sicuro oggi miriamo a entrambi gli obiettivi, ma credo che anche in passato si sia ragionato in questo modo». Pensa che sia possibile? «Da parte delle industrie c’è l’esigenza di convivere pacificamente con le popolazioni, altrimenti le stesse aziende si mettono fuori dal mercato. I cittadini hanno raggiunto una coscienza tale che li spinge a non accettare più forme di sviluppo selvaggio». I bambini si ammalano frequentemente: le reazioni dei genitori? «Dal rapporto risulta che c’è una correlazione tra eccesso di inquinamento e peggioramento delle patologie respiratorie nei bimbi. Tanti genitori mi hanno incoraggiato a muovermi per garantire i diritti di tutti. E per questo ringrazio mamme e papà, senza il loro aiuto non sarebbe stato possibile. Dai trecento bambini e relative famiglie sottoposte a screening abbiamo avuto una collaborazione totale». Si è sempre detto che alcune morti di cancro fossero legate all’inquinamento. «Gli esperti sostengono che dal 1980 al 2001 si poteva evitare un decesso l’anno. Il numero è frutto di un raffronto con l’incidenza delle stesse malattie nei paesi che non hanno inquinamento industriale ». La soluzione? «Diminuire le emissioni nell’atmosfera, bisogna rientrare in breve tempo nei limiti fissati dall’organizzazione mondiale della sanità. E in questa direzione continueremo a muoverci, con una sorveglianza costante, anche sull’inquinamento acustico, e con un adeguato piano di comunicazione dei risultati ai cittadini». E se le aziende non fossero dello stesso parere? «È già stato avviato un tavolo tecnico con i privati, gli assessorati regionali all’Ambiente e alla Sanità, Arpas, Asl 8 e Provincia, per stendere una proposta da rendere operativa con un protocollo d’intesa. Il messaggio alle aziende è chiaro: "Impegnatevi subito in forma volontaria". E tutte hanno dato la massima disponibilità. Il passo più importante è comunque il confronto aperto al ministero per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale ». La linea delle associazioni ambientaliste? «Non si sono mai tirate indietro, nel paese c’è sempre stata la volontà di fare battaglie in maniera obiettiva, non gridata». Qualche azienda ha tentato di addolcire la sua posizione? «Non sono mai stato al centro di tentativi di questo genere, anche perché sarebbero del tutto inutili». Il tasso di disoccupazione? «Basso, rispetto a tante altre zone della Sardegna. Però puntiamo a qualcosa di meglio. Dal punto di vista occupazionale abbiamo sempre chiesto alle imprese di tenere presenti le tante professionalità esistenti a Sarroch, che riteniamo di ottima qualità. Sotto questo aspetto attendiamo risposte adeguate». Visto ciò che concedete, il paese merita di arrivare a un tasso di disoccupazione zero? «Non solo oneri, ma anche qualche onore». Oltre l’industria c’è il deserto economico. «Abbiamo sistemato il porticciolo turistico di Perd’e Sali, ristrutturato Villa Siotto col polo museale, stiamo valorizzando gli itinerari archeologici. Tutti tasselli fondamentali per uscire dalla monocultura industriale». Non pensa che i sardi meriterebbero almeno uno sconto sulla benzina? «È un’idea che andrebbe rilanciata al più presto. Su questa ipotesi dovrebbe lavorare la Regione, soprattutto oggi che si parla di attuare il federalismo fiscale». Preoccupato dal viavai delle petroliere? «A Sarroch arrivano solo navi sottoposte a molti controlli. Nel 2006 su 4800 che hanno navigato nel Golfo solo 780 erano destinate al porto di Sarroch. Il 92 per cento aveva il doppio scafo e le altre erano a zavorra segregata per garantire una certa sicurezza ». Come andrà a finire la battaglia per la salute? «Devo garantire ai miei cittadini la massima tutela. Vivere nel nostro paese deve diventare un’opportunità, una scelta ragionata senza prezzi da pagare sotto il profilo sanitario».

Chiavi di questa notizia: Inquinamento