Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
G8, ok ai progetti: cantieri aperti tra 20 giorni
08/05/2008
autore: Guido Piga
La conferenza dei servizi con Bertolaso conferma gli interventi alla Maddalena
ROMA. I progetti per il G8 sono stati approvati, uno dietro l’altro, senza pareri negativi, senza lo spostamento del posto (per sempre) né della data (per ora). Il vertice si terrà alla Maddalena, lì si riuniranno i capi degli otto paesi più potenti del mondo, lì dormiranno. La conferenza di servizi convocata a Roma ha detto, all’unanimità, che l’arsenale può diventare un albergo (più media center, più porto) e così anche l’ospedale militare. Era il passaggio più difficile: se uno dei venti partecipanti avesse detto no, l’iter avrebbe avuto una battuta d’arresto. Non è andata così e le opere saranno pronte tra un anno. E’ un grande successo per Soru (politico) e per Bertolaso (organizzativo). Già oggi il commissario potrebbe affidare i lavori al general contractor. La conferenza di servizi era blindata, coperta dal segreto di Stato. Hanno partecipato all’incontro quelli che hanno potere sulle costruzioni: dal Comune alle soprintendenze alla Regione. In discussione c’erano i progetti per la riconversione di due aree: quella dell’arsenale e quella dell’ospedale militare. Al posto degli edifici costruiti e gestiti per anni dalla marina militare, sorgeranno due hotel che, finito il G8, passeranno alla Regione. Il presidente Soru ha più volte annunciato che per la loro conduzione farà un bando di gara internazionale. Sono due interventi di rilievo sotto più aspetti. Sono di pregevole fattura architettonica, saranno costruiti con materiali ecosostenibili, assicureranno alla Maddalena un futuro solido nel campo del turismo (e anche della nautica). Una volta costruiti, cambieranno il volto dell’arcipelago e, anche, il paesaggio architettonico della Sardegna come, e forse più, della Costa Smeralda negli anni Sessanta. Sembrava questa decisa “rivoluzione” urbanistica l’ostacolo maggiore per il via libera ai progetti. Tanto è vero che sui piani, depositati negli uffici della struttura di missione del G8, ha acceso un faro la soprintendenza regionale dei Beni culturali e paesaggistici. Qualche settimana fa è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale un’altra ordinanza di Prodi, la numero 3669. Dava maggiori poteri al direttore dell’ufficio. Era lui a dover autorizzare gli “interventi di demolizione e rimozione da eseguirsi sui beni, in deroga”. Una parte di questi interventi è stata già completata: i lavori sono stati portati avanti da due società, una di impiantistica, l’altra di costruzioni (con sede a Cagliari). Era il direttore ad avere, soprattutto, il potere di dichiarare la “sussistenza dell’interesse culturale” e ad avere quello di “autorizzare le opere e i lavori di qualunque genere sui beni”. Un potere immenso. Senza il parere favorevole del direttore regionale, nulla si sarebbe potuto fare né all’arsenale né all’ospedale militare. Anche questo, più dei tempi di realizzazione dell opere, ha creato preoccupazione per la realizzazione del G8 alla Maddalena. Sono stati decisivi due fattori. Primo: Bertolaso ha lavorato in silenzio perché tutto procedesse senza intoppi. Aveva detto che i cantieri avrebbero aperto il 1° aprile, non l’ha fatto perché ha voluto assicurarsi tutte le autorizzazioni necessarie. «Non voglio che, una volta iniziati, i lavori vengano stoppati per delle irregolarità» ha sempre spiegato il commissario. Bertolaso aveva in mente la commissione europea e la paura che potesse aprire una procedura d’infrazione per il mancato rispetto delle direttive ambientali. Il voto della conferenza di servizi, in questo senso, è un grande successo per l’uomo chiamato a organizzare il grande evento. E in questo contesto si inquadra il secondo fattore. Il direttore dei beni culturali ha fatto un lavoro eccezionale, ha verificato centimetro per centimetro le strutture come sono ora e come diventeranno. La sua presenza alla Maddalena era sotto gli occhi di tutti. Alla fine, con i dovuti adeguamenti, i due progetti per l’arsenale e l’ospedale militare hanno ottenuto il disco verde. In tutti i sensi. Perché ora - ecco un’altra promessa mantenuta da Bertolaso - ci sarà la valutzione d’impatto ambientale, ridotta nei tempi ma non nell’efficacia. Venti giorni ancora e i cantieri potranno aprire. Ma già da oggi, dopo la conferenza di servizi, Bertolaso è nelle condizioni di nominare il general contractor, ovvero la società (più quelle in subappalto) che eseguirà tutte le opere. O, meglio, sarà il soggetto attuatore, l’ingegner Balducci, ad affidare l’incarico. Un’altra ordinanza, la 3663, autorizza Balducci, nelle more del procedimento di valutazione ambientale, a compiere questo passo, “riservandosi il potere di imporre al general contractor le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente”. Questo vuol dire che le opere potrebbero essere pronte tra un anno. Soru non parla, ovviamente. Ma è una vittoria, per lui, che sulla riconversione della Maddalena aveva puntato con decisione.
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