Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna

Ripascimento, disastro annunciato «Pressioni politiche in Provincia»

28/03/2008

autore: Elena Laudante

Al processo contro Renzo Zirone e altri 9 imputati il pm accusa: «Consapevoli, potevano impedirlo
 
CAGLIARI. Folle nelle modalità d'esecuzione. Scientif ico nella pervicacia dell'ente che voleva eseguirlo a tutti i costi. «C he ci fosse una pressione politica per avviare il ripascimento del Poetto lo si capisce da una serie di elementi, tr a i quali l'assessore (Renzo Zirone, La vori pubblici, nda) che va al minis tero, firma atti ed è interloc utore della ditta esecutrice dei lavori». «Un a cosa da matti», sinte tizza sul finire della requisitoria, riferendosi all 'i ntero processo, il pubblico minis tero Daniele Caria. Che annuncia la richies ta di assoluzione per Zirone dal reato di abuso d'ufficio: non è possibile provare che abbia ottenuto un vantaggio economico dal favorire l' impresa esecutrice (M antovani-Sidr a-Gavassino). Ma ha avuto «una condotta age volatrice» anche perché aveva «una piena ra ppresentazione di quanto stesse accadendo». Il magis tr ato ricos truisce sulla base dei documenti prodotti dall 'amminis tr azione di Sandro Balle tto (condanna to per danneggiamento e assolto dal reato di abuso d'uffi cio). Atto dopo atto, Caria stila l'elenco dei dubbi sull 'efficacia del ripascimento, noti ancor prima che l' idrovor a Antigoon riversasse sabbia nera sulle dune, nel mar - zo 2002. Per concludere: «L a Pr ovincia poteva impedire il di- sastro, aveva tutti gli elementi per farlo». «Piena consapevolezza delle scelte», è forse la fr ase più pesante sotto il profilo mor ale. «Sul piano politico, non fare il ripascimento sarebbe stato un disas tro, invece pazienza, facciamolo, poi stamperemo un libre tto(il depliant con le foto “schiarite”, nda), tanto la gente non capisce nulla». Ri - versare sabbia a tutti i costi. E chi se ne frega se i campioni marini nell 'area di prelie vo indicata dalla Ma ntovani non danno certezze su quantità e qualità della sabbia. Nessun lavagg io né vagliatur a «indispensabili» per setacciare la nuova sabbia e bloccare il pietrame che ha poi invaso la spiaggia. La Pr ovincia aveva fretta. Perché se il capitolato d'appalto prevedeva un procedimento di due anni, « il 6 dicembre 2001in una nota a firma dell'i ngegner Cabr as, inti - ma di iniziare i lavori entro il 10 dicembre 2001 e di consegnare entro il 29». Concede 19 giorni per cambiare il volto di un «bene impor tante non solo dal punto di vista estetico, ma per la fruizione della gente», minacciando «ulteriori e gravissimi danni a carico della ditta per decadenza del finanziamento». La Ma ntovani esprime le sue preoccupazioni per l' area di prelie voela composizione della sabbia, ma Zirone, il 9 gennaio 200 2 (dopo lo slit tamento del termin e ultimo) firma l'atto che lo porterà in aula, nel quale promette che si sarebbe attivato per le modifiche. «L 'i mpresa ha ottenuto un ingius to profitto, ma è la Pr ovincia che preme per andare avanti». Questione di soldi: non si può perdere il finanziamento. «L a parola chiave sarebbe stata gradualità, giusto contr appeso della speri - mentalità». La delicatezza del bene imponevano par ticolare «cautela», concetto « diametralmente opposto all 'esecuzione dei lavori». E poi, la commissione di monitor aggio che non monitor a nulla. «P residente e assessore che fanno dichiar azioni ai giornali e visite in spiaggia». Ta nto, l'”ossidazione” dell 'arena l'avrebbe schiarita. Il 4 aprile il pm Guido Pani formalizzerà le richies te di condanna.

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