Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Cabras, i pescatori sfidano la Regione

15/01/2007

autore: Michele Masala

CABRAS.La bugia è affermare che i pescatori di Cabras sono sempre stati uniti e andati d'accordo. La verità è prendere atto che il progetto del presidente della Regione ha accentuato ancora di più le divisioni e fatto crescere i malumori in una laguna che da anni sembra più una polveriera pronta ad esplodere. All'indomani della presentazione dell'idea della Giunta Soru sul modello di gestione dello stagno («una nuova società pubblico-privata» con una partecipazione forte della Regione e con i privati che «potrebbero essere i pescatori, riuniti in un unica cooperativa, o anche una società del Nord Italia») la tensione in laguna è palpabile. Non solo, il paventato ritiro delle concessioni prima della scadenza naturale del 2008, «perché i pescatori non hanno rispettato i patti», ai diretti interessati non è piaciuto per niente. Non è piaciuto, a chi con lo stagno ci campa, il solo sentire che in un futuro sempre più vicino esista la più piccola possibilità che venga accantonato in un angolo. I pescatori«Le frasi di Renato Soru sono veramente preoccupanti - afferma senza mezzi termini il presidente della società Sinis San Vincenzo (messa in piedi da due anni dal Comune con l'obiettivo di dare una svolta manageriale alla gestione del compendio) - Spero proprio che non sia così e anche il sindaco di Cabras me lo ha confermato. Spero che non sia vero che voglia creare una nuova società di gestione visto che la nostra ha iniziato da poco e sta già avendo qualche risultato. A meno che lo stesso Soru non ci dica che la Sinis San Vincenzo è inutile e dannosa ma, ripeto, non credo sia così. Anzi, sono convinto che il presidente della Regione volesse dire che è arrivata l'ora che i pescatori, che a tutt'oggi realmente gestiscono il compendio ittico, devono essere accompagnati dalla nostra società». Quindi la possibile scelta di un partner privato che arriva dal Nord Italia è da escludere? «Direi proprio di sì. Sarebbe veramente dannoso anche perché procurerebbe delle spiacevoli reazioni a catena nel settore che sicuramente non accetterebbe questa decisione. Dirò di più: anche l'arrivo di un direttore diverso da quello che abbiamo individuato noi, e che arriverà molto presto per iniziare l'opera di recupero dello stagno, sarebbe deleterio, inutile proprio perché non conosce questa realtà». Oltre tutto Giorgio Vargiu proprio sabato mattina ha inaugurato ufficialmente il nuovo ittiturismo gestito solamente dai pescatori di Cabras: «È questo il primo risultato che abbiamo ottenuto da soli, senza che qualcuno ci abbia aiutato. E su questa strada dobbiamo e vogliamo proseguire». «Si sono sentite le solite cose - afferma Giuliano Cossu, presidente del nuovo Consorzio cooperative Pontis - Il ritiro delle concessioni? A noi, oggi come oggi, interessa eliminare il problema dei cormorani visto che più di 10 mila esemplari ci stanno divorando i pesci». E la nuova società prospettata dal presidente della Regione? «Noi siamo qui ad aspettare che qualcuno ci chiami e ci dica in concreto cosa vuole fare». Sulla stessa linea, anche se per motivi diversi, l'ex presidente Pietro Simbula: «Il consorzio Pontis non ha rispettato niente e nessuno. In molti pensano solo ad un interesse personale». La soluzione quindi è logica: «La Regione si riprenda lo stagno. Oltre tutto Soru ci ha promesso che in questo modo riusciremo a ricavare il venti per cento in più degli incassi attuali». L'ex presidente del Consorzio punzecchia poi Pasquale Onida, capo dell'esecutivo provinciale, che nel suo intervento durante il convegno di sabato mattina organizzato da Legambiente e Lega pesca, ha sottolineato di aver seguito da dieci anni la vicenda dello stagno: «Beh, è proprio un bel modo di seguire i problemi». Ma proprio il presidente della Provincia sabato mattina ha ricordato che «a breve ci incontreremo a Cagliari per portare i cinque punti della "vertenza Oristano" tra i quali non può mancare la pesca». L'assessore«La società di gestione esiste già; il Comune ha creato la Sinis San Vincenzo proprio con questo obiettivo - ha ricordato l'assessore comunale alla Pesca Stefano Pinna - Ha un suo presidente, un Consiglio di amministrazione e a breve verrà nominato anche il direttore. Adesso bisogna dare il tempo di agire ma affermare oggi che c'è bisogno di una nuova società vuol dire che la nostra ha completamente fallito e questo non corrisponde al vero». Stefano Pinna non è d'accordo con la ricetta Soru: «Creare una nuova società e magari far arrivare qualcuno dal Nord Italia deve essere solo l'ultima soluzione. Non bisogna guardare lontano per risolvere il problema dello stagno: le risposte le abbiamo in casa e su queste dobbiamo assolutamente scommettere». PolemicaIl malumore dei pescatori si riflette anche in maniera sempre più concreta nella spaccatura tra le undici cooperative che fanno capo al nuovo Consorzio Pontis. E il convegno di ieri non ha fatto altro che evidenziarle ancora di più. Organizzato dalla Lega pesca erano assenti molti presidenti delle coop affiliate alle altre associazioni. «Non siamo stati invitati e in ogni caso non ci siamo persi nulla: dopo tutto lo stagno resta lì e nessuno si può portare via il compendio. Sono sempre le solite frasi dei politici. Le abbiamo sentite due anni fa in campagna elettorale», dicono in coro i presidenti delle coop di Confocooperative e Unci. Michele Masala

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