Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Lo stagno resterà ai pescatori»
15/01/2007
autore: Luisa Satta
CABRAS. Le mani della Regione sullo stagno di Cabras? Il presidente della Legacoop oristanese, Claudio Atzori, non è d’accordo con le interpretazioni date dalla stampa al pensiero del governatore della Regione, Renato Soru, sul problema della gestione degli stagni. «Ho letto oggi i resoconti del convegno organizzato da Legapesca sabato mattina a Cabras - dice Claudio Atzori - e mi pare che ci sia stato un grosso fraintendimento». Lo stagno, secondo Atzori, rimarrà nelle mani dei pescatori (di Cabras) anche dopo la scadenza della concessione regionale, fissata per il 2008.«I pescatori hanno molto apprezzato l’intervento del presidente Soru - dice ancora Atzori -. È stato applauditissimo e al termine del convegno siamo andati a pranzo tutti insieme». Insomma, nessun clima pesante, nessuna paura che i pescatori possano essere esclusi dalla gestione dello stagno: «Ma nel modo più assoluto. Il presidente Soru ha detto che è da rivedere la gestione amministrativa, ma non il principio della gestione affidata ai pescatori».Gestione amministrativa: deve cambiare lo strumento che fa funzionare la società: «La Regione ha in mente di prevedere nella legge finanziaria uno stanziamento per il funzionamento della società di gestione dello stagno di Cabras. Ma la società dovrà cambiare. La Regione entrerebbe come socio, il consiglio d’amministrazione sarebbe formato da persone che non godono di gettone di presenza e alla guida ci sarebbe un manager di provate capacità, selezionato con criteri pubblici».C’è anche la previsione dei benefici che i pescatori potrebbero trarre dall’operazione: «Si è parlato - dice il presidente di Legacoop e di Legapesca - di calcolare le giornate lavorate dai pescatori nel 2006 e di aggiungere alla cifra corrispondente un 20 per cento».Tutti contenti, dunque? «Certo, è vero che il presidente Soru ha auspicato una semplificazione - dice ancora Claudio Atzori -. Sarebbe meglio se ci fosse un’unica cooperativa di pescatori piuttosto che un consorzio con 11 cooperative. Ma, vista la situazione, non credo che questo sarà possibile».Per Giorgio Vargiu, presidente della società Sinis San Vincenzo, che gestisce la laguna di Cabras, in questa fase è d’obbligo la prudenza. «Se la linea della Regione è quella di ammazzare sul nascere una esperienza che sta dimostrando con i fatti di poter funzionare bene, magari facendo piovere sul territorio un diretto pescato chissà dove e non accettato dalla realtà locale, se si aggiunge un socio privato magari proveniente dalla Lombardia, allora la cosa rischia di diventare esplosiva. Se invece, come credo, si ipotizza un aiuto ai pescatori che da soli non possono gestire la situazione, allora questo è positivo e sono perfettamente d’accordo».Vargiu cita l’esempio del pranzo organizzato nella peschiera Pontis al termine del convegno di sabato: «Siamo riusciti a aprire per l’occasione l’ittiturismo gestito dai pescatori di Cabras, utilizzando solo prodotti della laguna e dimostrando che si sta lavorando positivamente».
Chiavi di questa notizia: Stagno di Cabras