Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Le spiagge si riprendono la sabbia

19/06/2011

autore: Patrizia Mocci

Uno studio del Centro marino: a Is Arutas situazione stazionaria, a San Giovanni dune da tutelare
Torregrande, rallenta l'erosione. Angioi (Imc) bacchetta il Comune

A Torregrande occhi puntati sugli interventi per la pulizia: le ruspe sono dannose perché stravolgono il movimento delle dune di sabbia. Il problema delle dune sorge anche a San Giovanni di Sinis, dove purtroppo l'uomo ha realizzato interventi senza tener conto della conformazione della sabbia. A sorpresa è buona la situazione a Is Arutas, dove il fenomeno dell'erosione sta regredendo. Lo stato di salute delle spiagge dell'Oristanese e del Sinis è incoraggiante. Lo affermano gli studiosi della Fondazione Imc di Torregrande che con il Cnr ha portato a termine uno studio sulle coste da Mari Ermi a San Giovanni di Sinis.
LA RICERCA Le conclusioni dello studio sono state presentate nei locali del Centro marino di Torregrande. Un pizzico di soddisfazione da parte dei ricercatori: tanto impegno e lavoro sono stati premiati dai risultati. «Negli ultimi dieci anni l'erosione si è fermata» spiega Giovanni Defalco, del Cnr. «E questo è stato possibile anche grazie alla banca dati raccolta in questi anni di ricerca e studio. In altre parole, non si può capire l'evoluzione delle spiagge senza avere una solida base di conoscenza».
I RISULTATI Negli ultimi dieci anni, dunque, il fenomeno dell'erosione sta regredendo: questo anche grazie all'azione di sensibilizzazione fatta con l'attiva collaborazione dell'Area marina protetta Sinis-Maldiventre che da tempo sta portando avanti una campagna di informazione dei cittadini, facendo loro capire che la sabbia è un bene prezioso da tutelare e non da portare a casa come un souvenir. «Is Arutas è la spiaggia più delicata» dice ancora Defalco, «perché riceve poco sedimento». Per spiegare questo concetto lo studioso usa una metafora efficace, paragonando la spiaggia al bilancio di una società con entrate e uscite. Nel caso di Is Arutas mancano le entrate. «La sabbia presente non si muove e, cosa da sottolineare, il granelli sottratti sono persi per sempre. Negli anni Settanta è stata registrata una forte erosione, mentre dal 2000 ai giorni nostri il volume della sabbia è costante».
I RILIEVI Un'affermazione supportata da complessi calcoli e strumenti assolutamente precisi, come i Gps geodetici, che consentono di effettuare rilievi e microsondaggi sulla superficie della sabbia. «Tutto questo ci consente di affermare che oggi possiamo stare tranquilli» conclude Giovanni Defalco, «ma non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a studiare per monitorare la situazione».
LA POLEMICA «Questo progetto non ha avuto finanziamenti del Comune di Oristano, socio del Centro marino» tiene a sottolineare Angelo Angioi, presidente del Centro marino, «ma solo dell'Imc e del Bando di Sardegna. Sarebbe importante che il Comune si attivasse per realizzare lo studio su Torregrande che costituisce un patrimonio da tutelare».

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