Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«Vincoli eccessivi, Bosa penalizzata»
19/06/2011
autore: ALESSANDRO FARINA
L’amministrazione comunale contesta le restrizioni del Piano fluviale «Abbiamo previsto le opere per la sicurezza, la Regione ne tenga conto»
BOSA. «Se il Piano stralcio per le aree Fluviali ipotizza che il fiume in piena possa raggiungere la scalinata di Cappuccini, perchè allora non si considera che uno Tzunami potrebbe investire la costa, vietando di conseguenza tutte le nuove edificazioni sull’intero litorale della Sardegna?». Si gioca anche sull’(amara) ironia la protesta contro il nuovo strumento varato dalla Regione nei giorni scorsi. Che allarma e mobilita amministratori, schieramenti politici eterogenei, tecnici, imprenditori e forza lavoro edile. Fortemente perplessi sulle ulteriori pesanti prescrizioni che si aggiungono a quelle del Pai.
Mentre si attende ancora la, data ormai per remota, possibilità che l’annunciata revoca del Piano Stralcio - approvato ai primi di marzo e pubblicato sul Buras lo scorso 28 aprile - possa varcare la soglia del Comune, a Bosa ci si prepara alla battaglia su più fronti. «Siamo pronti ad intraprendere tutte le azioni possibili per bloccare questo strumento - dice l’assessore all’urbanistica Sergio Rosa -. Nei giorni scorsi, con il sindaco Pierfranco Casula, siamo stati più volte a Cagliari. Per spiegare a chi di competenza, carte alla mano, che occorre valutare la realizzazione di alcune importanti opere di mitigazione idrogeologica già realizzate o in fase di ultimazione».
Il nodo della vicenda, quindi, sarebbe più formale che sostanziale: «La sistemazione della paratoia di fondo nella diga di Monte Crispu, l’ormai completata diga foranea alla foce del Temo, il banchinamento, le opere di dragaggio non esistono, sono considerate fantasmi», sostiene Sergio Rosa. Nel Piano Stralcio, aggiunge quindi l’assessore, «riscontriamo anche affermazioni quantomeno discutibili: come quella che prevede la realizzazione di argini sul fiume alti un metro e mezzo. Oppure l’ipotesi che un’ondata di piena possa lambire la scalinata di Cappuccini, a circa 15 metri sul livello del mare». Morale, conclude l’assessore all’urbanistica: «Non vogliamo sminuire le garanzie di sicurezza per i cittadini. Ma è anche vero che, a memoria d’uomo e non solo, nessuno ricorda fatti tragici legati alle alluvioni. Mentre non si tiene conto dei riferimenti, anche scientifici, realizzati nei mesi scorsi dal team di esperti che abbiamo attivato per l’iter di mitigazione del rischio Pai».
Sul fronte dell’edilizia paura e rabbia per un forse lungo e pesante stop negli investimenti in edilizia residenziale e turistico ricettiva sono palpabili. «Ci sentiamo con i piedi immersi in blocchi di calcestruzzo - commenta un imprenditore -. Dopo i milioni di lire ed euro spesi fin dagli anni ’50 per la costruzione della diga di Monte Crispu è ora che qualcuno si assuma la responsabilità di collaudare finalmente quest’opera», è la richiesta, per quello che viene condiviso come uno dei nodi cruciali al problema. Intanto sarebbe imminente una giornata di mobilitazione popolare.
Chiavi di questa notizia: Ambiente