Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Cemento a Coaquaddus, riecco i vecchi errori

19/06/2011

autore: CARLO FLORIS

Sant’Antioco, già due progetti di centro termale hanno portato più disastri che vantaggi

SANT’ANTIOCO. Per moltila proposta di realizzare un centro alberghiero termale a Coaquaddus è la cura per tutti i mali della comunità, la soluzione per creare svie posti di lavoro, oltre ad un flusso turistico importante. Irrilevante, cedere in cambio un paesaggio quasi incontaminato inserito in una zona H di rispetto totale.Ma nel territorio comunale si sono verificate almeno altre due iniziative analoghe che non hanno portato nessuno sviluppo ed in compenso hanno consumato il territorio: la prima è un albergo mai finito sulla strada di Triga ad un chilometro circa dal bivio per Calasapone. Una costruzione cominciata negli anni Noventa con un corpo centrale non terminato e alcune villette finite esternamente: poi tutto il complesso è morto e sepolto, il territorio è stato consumato e tranne i pochi lavoratori edili che hanno avuto pagata qualche giornata, nessuno ha potuto beneficiare della struttura. La seconda iniziativa è quella del villaggio Peonia Rosa, cominciata negli anni Settanta: anche questo doveva essere una sorta di albergo centrale con tante abitazioni intorno ma ha finito per diventare una frazione di Sant’Antioco in riva al mare. Il posto per altro è stato colonizzato con un bosco di pini, essenza assolutamente estranea al territorio, che hanno almeno il merito di nascondere le abitazioni alla vista. Anche in questo caso, qualche settimana di lavoro per operai edili non ha creato nessun posto di lavoro stabile, lasciando in cambio una porzione di costa completamente edificata. Sembra esserci una sorta di coazione a ripetere senza riflettere a fondo su modelli di sviluppo che hanno riprodotto il fenomeno dell’emigrazione e non hanno creato nessun beneficio reale alla crescita economica della comunità.

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