Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
L’allarme ignorato dalla Regione
19/06/2011
autore: Andrea Massidda
In una lettera l’appello al governatore Cappellacci
ALGHERO. La Regione sapeva tutto sulla macchia gialla che ora sta sconvolgendo una parte della Riviera del Corallo. Sapeva che lo stagno del Calik era agonizzante, sapeva che il fenomeno dell’eutrofizzazione stava producendo danni incalcolabili all’industria turistica e all’immagine della città catalana, sapeva che prima o poi gli imprenditori balneari della zona sarebbero insorti. A confermarlo sono due lettere (tra le quali una «riservata personale») spedite dal sindaco di Alghero (Pdl), all’indirizzo del governatore Ugo Cappellacci. «Credimi presidente - scriveva il primo cittadino Marco Tedde nel febbraio scorso -, in assenza di interventi celeri la prossima estate algherese sarà molto difficile da affrontare. Per tutti».
Insomma, dal mare delle polemiche di questi ultimi giorni sono venute a galla due missive destinate a far molto discutere. Non foss’altro perchè dimostrano chiaramente che la giunta regionale conosceva alla perfezione da almeno nove mesi quanto stava e sta tuttora accandendo al sito tutelato dall’Unione europea e alle spiagge tra l’Ospedale Marino e Fertilia. Non è roba da poco, specie se si tiene conto che proprio una decina di giorni fa l’esecutivo guidato da Cappellacci ha espresso parere contrario all’emendamento al collegato alla Finanziaria presentato dai due consiglieri regionali algheresi Mario Bruno (Pd) e Carlo Sechi (Sel). Emendamento che, guarda caso, prevedeva lo stanziamento di un milione di euro per un accurato studio dello stagno e per la sua successiva bonifica. Ma tant’è.
La prima lettera è in forma ufficiale ed è datata 24 settembre 2010. Dopo una breve premessa sullo stato di salute dello stagno («gravemente malato»), Tedde spiega al governatore quanto la situazione sia da considerarsi critica, se non addirittura emergenziale. «L’avvio del depuratore di San Marco - si legge - ha purtroppo contribuito a peggiorare un quadro già preoccupante. La notevole massa di acqua dolce che viene immessa nello stagno ha alterato probabilmente il naturale e delicato meccanismo di scambio con le acque salmastre». Di seguito viene descritto il fenomeno di eutrofizzazione, con la colorazione verdastra delle acque dove cittadini e turisti sono soliti andare a fare il bagno. Poi il sindaco continua: «Il fenomeno si manifesta più volte nell’arco della giornata compromettendo seriamente l’immagine del sito turistico, con conseguenti lamentele degli operatori del settore e dei bagnanti che abbandonano il litorale, ma anche con seri danni economici e ambientali per il nostro territorio». Tedde, infine, conclude il suo appello chiedendo a Cappellacci di nominare nel più breve tempo possibile un commissario straordinario «che possa occuparsi del problema in maniera esclusiva e continuativa».
Un grido di dolore rimasto evidentemente inascoltato, se è vero - ed è vero - che il primo cittadino il 28 febbraio scorso tenta di nuovo di sollevare la questione. Questa volta attraverso una lettera privata indirizzata sempre al presidente della Regione.
«Carissimo Ugo - scrive Marco Tedde - ti chiedo di prendere in seria considerazione l’accorata istanza del 24/9/2010 perchè nella Riviera del Corallo stiamo arrivando al vero e proprio disastro ambientale. La colorazione delle acque di balneazione ha allontanato e allontana i turisti e sta provocando pesanti danni economici al territorio, con segnalazioni e denunce alla procura della Repubblica da parte di imprenditori e cittadini». E infine: «Non sto enfatizzando, ti prego di affrontare il problema con la tempestività che il dramma del caso richiede».
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