Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Alghero, arriva il commissario per l’acqua

19/06/2011

autore: Chiaramaria Pinna

L’INCUBO DELL’ESTATE La melma non affiora da due giorni ma i turisti restano lontani da Maria Pia
Il sindaco assicura l’intervento di un tecnico, la marea gialla non tornerà sul litorale

ALGHERO. Anche ieri a Maria Pia non si è visto un costume da bagno. Turisti e gitanti nemmeno si sono accertati del colore del mare. Sono andati dritti a tuffarsi al Lazzaretto e alle Bombarde per non rischiare di schizzare dall’acqua in caso di marea gialla. A vigilare è stato Marco Tedde. Il sindaco, per due, tre volte ha buttato lo sguardo sul litorale mentre veniva costantemente informato dai gestori degli stabilimenti che pare si stiano riprendendo dal terrore di vedere sfumare la stagione: la melma e la schiuma striata di verde infatti ieri non è arrivata.
 Solo un caso, per i pessimisti. Non è un caso, per Marco Tedde. «Sono convinto che tutto sia dipeso dal guasto a uno dei filtri per cui l’acqua del depuratore è arrivata con maggiore potenza nel Calik. Ci vorrà qualche giorno perchè si ritorni alla normalità». Ma questo non significa che il problema delle acque, ad Alghero, non esista. I gestori degli stabilimenti incrociano le dita e vogliono credergli quando dice «sta per arrivare un commissario straordinario». Non svela il nome ma il pedigree: un tecnico competente, viene dall’università, ha in tasca la diagnosi del Calik ed è capace di curarlo. «Così - sottolinea - una volta per tutte, si troverà una soluzione alla gestione dei depuratori e dello stagno». Il lieto evento dovrebbe avvenire esattamente nove mesi dopo la prima sollecitazione di Marco Tedde al governatore e a tre dalla visita di Cappellacci che, con la sua segreteria, prese l’impegno di affrontare il problema del risanamento del Calik. A chi mette in dubbio che nel cuore del governatore ci sia spazio per gli algheresi in sindaco rissponde. «Insieme alla nostra richiesta sono state bocciate quelle per gli stagni di Cabras, non ci sono figli e figliastri. La verità è che mancano i fondi». E a dirla tutta, è anche vero che della pessima salute del Calik si parla da almeno trent’anni «ma magari - dice Tedde - questa è la volta buona». «La marea gialla - aggiunge - è la rappresentazione del problema degli stagni di tutta l’isola considerati a torto aree di serie B».
 Sul tema interviene Italia nostra da tempo impegnata a monitorare il Calik, e che ha un suo progetto: «Il problema complessivo della depurazione delle acque dovrebbe essere affrontato con la costruzione di un bacino o un sistema di bacini artificiali a valle del depuratore attraverso un metodo, utilizzato in molti paesi europei, chiamato fitodepurazione, metodo depurativo sostenibile con l’utilizzo di vegetazione e piante acquatiche», spiega Roberto Salmon ricordando che cinque o sei milioni di metri cubi d’acqua ricca di sali minerali vengono immessi nella laguna annualmete contribuendo massicciamente al fenomeno di eutrofizzazione che ha messo in ginocchio attività come la mitilicolutra e l’itticoltura nello stagno.
 «Saranno i tecnici a decidere - stigmatizza il sindaco - e sono certo che si arriverà presto alla soluzione del problema perchè non possiamo permetterci di mettere in crisi l’immagine e l’economia del territorio». Ma come è stato possibile che Legambiente abbia assegnato quattro vele blu? «Perchè tra i parametri che valutano c’è anche quello relativo al depuratore, e il nostro è di ultima generazione. Comunque non hanno mai avuto contatto con l’amministrazione, hanno fatto tutto da soli: le hanno assegnate e ora le tolgono. Sinceramente non ci sembra un problema. Le vere bandiere sono quelle dell’Arpas, e siamo in attesa della loro relazione».

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