Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
«L'uranio non fa male»
18/06/2011
autore: Michele Ruffi
Umberto Veronesi esclude pericoli dalle esercitazioni militari
«E rinunciare all'energia atomica è soltanto un regresso»
Malformazioni, tumori, agnelli a due teste e morti sospette. Per Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità (nel governo Amato: era il 2000) l'uranio utilizzato nel poligono di Quirra non c'entra: «L'uranio impoverito non fa niente: è solo il nome a far paura. È un elemento tra i più diffusi in natura, è presente anche nell'acqua che beviamo». L'oncologo, direttore scientifico dell'Istituto europeo di Oncologia, a Cagliari per una lectio magistralis nell'ospedale Businco, prende fiato e completa il discorso: «Guardate: l'uranio emette radiazioni alfa di appena un decimo di millimetro. Uno se lo può mettere in tasca. Non succederebbe nulla. Nel mare ce ne sono tre milligrammi per metro cubo. In condizioni naturali è debolmente radioattivo, è stato usato per realizzare armi militari perché ha un peso specifico più alto del piombo. Vi dico di più: l'uranio è dentro di noi. Eppure...».
Eppure la procura della Repubblica di Lanusei sta cercando di accertare se il metallo pesante sia stato utilizzato nelle esercitazioni militari del poligono ogliastrino. E se queste attività siano legate alle malattie e alle morti dei pastori che portavano le proprie pecore a pascolare vicino alle aree militari.
LE ESERCITAZIONI Diversa è la posizione sulle attività dell'esercito: «Io sono un'antimilitarista convinto. Odio le bombe, non ne esistono di buone e cattive. Uccidono esseri umani viventi. Bisogna opporsi a tutte le guerre e a tutte le installazioni militari». Ma Veronesi, che è anche presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, ha sempre sostenuto l'energia atomica. E ora, a pochi giorni dalla valanga di sì nei referendum, che hanno congelato la svolta nucleare in Italia, non cambia idea: «Mi inchino alla volontà popolare. Ma rimango a favore del nucleare. Non sfruttare questa enorme potenza è un regresso della mente umana. La scienza va verso il futuro. Ora abbiamo la scissione dell'atomo, poi arriverà la fusione. In fondo il Sole è una grande centrale nucleare. Sulla Terra si ripete lo stesso principio, semplicemente in forma microscopica».
LE REAZIONI Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi, replica alla teoria dell'ex ministro della Sanità: «Le uscite di Veronesi sul nucleare e sull'uranio impoverito sono sconcertanti. Da un lato prova a delegittimare la scelta degli italiani, che a larghissima maggioranza hanno detto no al nucleare. Dall'altro mette in dubbio che l'uranio sia stato la causa di malattie per i militari e le popolazioni civili». Il deputato dell'Idv Federico Palomba difende le indagini di Domenico Fiordalisi: «Sarà la procura di Lanusei a stabilire se l'uranio impoverito esploso a Quirra non è pericoloso. I dati epidemiologici forniti dalle Asl fanno pensare che i proiettili esplosi in gran quantità a Quirra rappresentino un rischio reale»
Graziano Milia, presidente della Provincia di Cagliari, invece attacca Bonelli e Palomba: «Trovo sconcertante che abbiano una considerazione della scienza di così basso profilo. Mi pare che le loro posizioni siano da inquisizione del '500. Veronesi va rispettato e il suo sapere non è sottoponibile al parere della magistratura».
Cappellacci replica all'oncologo. Il ministro Prestigiacomo riceve un pacco provocatorio
«I sardi hanno detto no al nucleare»
«L'Isola ha espresso la propria contrarietà alle centrali per ben due volte nel giro di un mese: con il referendum consultivo regionale prima e con quello abrogativo nazionale poi. In quest'ultimo caso, con il 98 per cento dei “sì”, i cittadini sardi si sono pronunciati perfino in maniera più netta e determinata rispetto a quelli delle altre regioni italiane». Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha replicato alle dichiarazioni di Umberto Veronesi, secondo cui non utilizzare l'atomo «è un regresso».
«NESSUN REGRESSO» «Il vero regresso», sottolinea il governatore, «sarebbe quello di adottare un modello di sviluppo non rispettoso del nostro sistema di valori, al primo posto del quale c'è la persona conla sua cultura e l'ambiente in cui vive». Per Cappellacci «non c'è vero sviluppo se non vi è anche un miglioramento della qualità della vita per ciascuno di noi e per la nostra terra». La contrarietà della Sardegna «non è una reazione emotiva ai fatti di Fukushima, ma è una posizione meditata, sentita, determinata: l'Isola ha scelto di intraprendere con decisione la strada dello sviluppo attraverso la green economy e le energie rinnovabili».
PACCO PROVOCATORIO AL MINISTRO Un pacco, partito dalla Sardegna, con vari documenti e una provetta con dello sterco prelevato al Poligono di Quirra è stato indirizzato all ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. L'azione è stata rivendicata da Rna, la Rete nazionale antinucleare. Nella documentazione vi è anche un plico con il decreto di sequestro del tribunale di Lanusei e una serie di fotografie del poligono con immagini dei campionamenti, delle le ricerche col contatore geiger e le riprese degli animali portati a pascolare nel poligono. Infine una lettera-appello al ministro affinché «faccia la sua parte», magari congiuntamente al ministero della Sanità, «nel promuovere un'indagine epidemiologica seria, definitiva e soprattutto trasparente». Chiavi di questa notizia: Inquinamento