Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Via la puzza, ecco gli aumenti
18/06/2011
autore: ALESSANDRO TEDDE
Risolto il problema di Coldianu, il Comune ritocca la Tarsu
OZIERI. Puzza che va aumento che viene. Si può sintetizzare così la doppia novità sull’emergenza rifiuti che ha costretto gli ozieresi a tenere il naso tappato per sei mesi. La prima notizia è quella che tutti aspettavano, cioè che non si sente più il cattivo odore in molte parti della città. La seconda è che la giunta comunale ha approvato un aumento del 5% della Tarsu, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.
Una delibera che suona stonata, perché arriva proprio nel momento in cui la sopportazione dei cittadini è giunta al limite a causa dei miasmi dell’impianto di separazione di Coldianu. Sul tavolo, infatti, ci sono una decina di interpellanze in Consiglio comunale, centinaia di firme con un esposto alla Procura della Repubblica e un gruppo facebook “Contro la puzza di Coldianu” che conta quasi 500 iscritti. Ma veniamo ai fatti. Da alcuni giorni, cioè da quando la quantità di umido è stata ridotta a 5 tonnellate giornaliere, si è ripreso a respirare in gran parte dell’abitato. La puzza sembra sparita dal centro storico, dalle zone di Monserrato e dai quartieri di San Gavino, Ippicchiu, Sa Pastia, Punta Idda e Montju, mentre vicino all’ospedale e nei pressi di Puppuruju le narici sono costrette ancora a sopportare. «Ho promesso che risolveremo quest’emergenza e lo faremo» dice il sindaco. Quanto all’aumento della Tarsu: «Non possiamo mettere sullo stesso piano i miasmi e il bilancio comunale - dichiara - perché le leggi che regolano i conti pubblici sono una cosa diversa. La realtà è che lo Stato ci ha tagliato 400 mila euro di fondi e l’unica alternativa era ridurre l’assistenza ai più deboli o aumentare i costi dei servizi sociali. Noi abbiamo preferito non toccare le rette della casa di riposo e dell’assistenza domiciliare, però siamo dovuti intervenire con un modesto aumento della Tarsu». Dopo mesi di voci incontrollate e rischi presunti, con i cittadini che non sapevano a chi chiedere notizie, il sindaco è convinto di non aver sbagliato niente, neanche sul piano della comunicazione: «Ho parlato in Consiglio comunale perché quella era la sede giusta - dice Ladu - e ho avuto mandato per fare uno studio indipendente che mi sarà consegnato a giorni. Ma finché non ottengo questi dati cosa vado a fare in piazza? A dire cosa?».
In attesa dei dati, sembra chiaro che l’origine dei problemi era il funzionamento dell’impianto di Coldianu, sul quale il Comune non può metter bocca. Lo aveva detto lo stesso sindaco in Consiglio: «ci sono enti (il Consorzio industriale) che rispondono a logiche diverse rispetto agli interessi della comunità».
Ma chi si aspettava un primo cittadino in piazza in veste di capopopolo si è dovuto ricredere: l’approccio è stato quello della responsabilità. «Se mi fossi limitato alle proteste saremo ancora qui a discutere - conclude il sindaco -. Invece abbiamo convinto la Regione a ridurre le quantità di rifiuti e abbiamo ricontrattato le royalties per la discarica (una percentuale sul prezzo pagato dagli altri comuni per portare i rifiuti a Coldianu) con un aumento di 150 mila euro annui».
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