Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Tensione in miniera, aut aut alla Regione: «Subito il progetto»

17/06/2011

autore: ERMINIO ARIU

NURAXI FIGUS. Sono soldi pubblici gettati in fondo al pozzo, a meno 383, quelli che la Regione spende per mantenere in vita la miniera di Nuraxi Figus. Lo sostengono i delegati della Rsu della Carbosulcis che ieri mattina, dopo aver ufficializzato lo stato di agitazione, hanno lanciato accuse a giunta regionale, manager della società pubblica e contro il governo. In blocco, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, puntano il dito contro la Regione, che dopo aver speso decine di milioni di euro per mantenere in piedi la miniera, acquistare macchine ed attrezzature al momento di recuperare le somme investite sembra disinteressata a far fruttare il giacimento di carbone. «Adesso basta con la politica del non fare - hanno detto Beppe Ghiani, Antonio Casu, Giancarlo Sau e Stefano Meletti.- in questa miniera si è fatta ricerca, sono state inventate tecnologie, si sono ottenuti brevetti riconosciuti a livello internazionale ma il lavoro fatto viene distrutto dai politici. Lo sanno anche i bambini che la sola estrazione del carbone non produce entrate capaci di mantenere il bilancio in pareggio ma solo se si integra il processo estrattivo alla produzione di energia elettrica, alla cattura e al confinamento dell’anidride carbonica nel sottosuolo, all’allocazione dei gessi e delle ceneri nella gallerie più profonde». I delegati conoscono le leggi comunitarie e nazionali sulle fonti energetiche: «Si dovevano costruire 12 centrali in Europa - denunciano Sandro Mereu, Elisabetta Fois e Massimiliano Esposito.- Quelle in Italia avrebbero dovuto avere come sede ideale il Sulcis invece è stato deciso di piazzarla nel Veneto. Ebbene a Porto Tolle, gli abitanti si sono ammutinati ed hanno respinto la proposta. Nuraxi Figus invece che è la sede naturale della produzione di energia con carbone è stato dimenticato». La Rsu Carbosulcis è diventata sospettosa sulla competenza dei politici in materia energia. «Nessuno ha visto il progetto che l’azienda ha presentato alla Regione - insistono Claudio, Antonio Tiddia e Beppe Ghiani.- Ci chiediamo se esiste un progetto perché finora nessuno ha preso visione di uno straccio di elaborato». Il 15 maggio i rappresentanti sindacali hanno chiesto alla Regione un incontro ma non ci sono state risposte: «Concediamo loro un’altra settimana - avvertono i delegati della Rsu - dopo decideremo noi quali iniziative adottare. Abbiamo informato il prefetto che in miniera la tensione è alta. Cappellacci e i suoi assessori ci devono dire perché non intendono presentare, se esiste, il progetto alla Unione europea per la sua approvazione. Abbiamo due considerazioni da fare: o non intendono occuparsi di politiche energetiche e di carbone (risorsa nazionale strategica) per favorire le lobby dell’eolico o non sono all’altezza del mandato»

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