Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Marea gialla sottovalutata dalla Regione
17/06/2011
autore: Andrea Massidda
L’INCUBO DELL’ESTATE: DEPURATORE NEL MIRINO
Il sindaco aveva chiesto aiuto segnalando i problemi e sollecitando interventi ALGHERO. La Regione era perfettamente a conoscenza del disastro ambientale che ora sta sconvolgendo una parte della Riviera del corallo. A confermarlo sono due lettere (tra le quali una «riservata personale») spedite dal sindaco Marco Tedde all’indirizzo del governatore Ugo Cappellacci. «Credimi presidente - scriveva il primo cittadino nel febbraio scorso - in assenza di interventi celeri la prossima estate algherese sarà molto difficile da affrontare. Per tutti».
Mentre i titolari degli stabilimenti balneari di Maria Pia continuano la loro agitazione per via dell’ormai famigerata «macchia gialla» che quotidianamente colora l’acqua cristallina del litorale, facendo oltretutto scappare i bagnanti, dal mare di polemiche di questi ultimi giorni vengono a galla due missive destinate a far molto discutere. Non foss’altro perchè dimostrano chiaramente che la giunta regionale sapeva da almeno nove mesi ciò che stava e sta tuttora accandendo al Calik e alle spiagge tra l’ospedale marino e Fertilia. Non è roba da poco, specie se si tiene conto che proprio la settimana scorsa l’esecutivo guidato da Cappellacci ha espresso parere contrario all’emendamento al collegato della Finanziaria che prevedeva un milione di euro per un accurato studio dello stagno e per la sua successiva bonifica. Ma tant’è.
La prima lettera è in forma ufficiale ed è datata 24 settembre 2010. Dopo una breve premessa sullo stato di salute del Calik («gravemente malato»), Tedde spiega al governatore quanto la situazione sia da considerarsi emergenziale. «L’avvio del depuratore di San Marco - si legge - ha purtroppo contribuito a peggiorare un quadro già preoccupante. La notevole massa di acqua dolce che viene immessa nello stagno ha alterato probabilmente il naturale e delicato meccanissmo di scambio con le acque salmastre». Viene in pratica descritto il fenomeno di eutrofizzazione, con la colorazione verdastra delle acque di balneazione. Poi il sindaco continua: «Il fenomeno si manifesta più volte nell’arco della giornata compromettendo seriamente l’immagine del sito turistico, con conseguenti lamentele degli operatori del settore e dei bagnanti che abbandonano il litorale, ma anche con seri danni economici e ambientali per il nostro territorio». Tedde, infine, conclude il suo appello chiedendo a Cappellacci di nominare nel più breve tempo possibile commissario straordinario «che possa occuparsi del problema in maniera esclusiva e continuativa al fine di giungere a conclusioni efficaci».
Un grido di dolore rimasto evidentemente inascoltato, se è vero - ed è vero - che il primo cittadino il 28 febbraio scorso tenta di nuovo di sollevare la questione. Questa volta attraverso una lettera privata indirizzata sempre al presidente della Regione. «Carissimo Ugo - scrive Marco Tedde - ti chiedo di prendere in seria considerazione l’accorata istanza del 24/9/2010 perchè nella Riviera del corallo stiamo arrivando al vero e proprio disastro ambientale. La colorazione delle acque di balneazione ha allontanato e allontana i turisti e sta provocando pesanti danni economici al territorio, con segnalazioni e denunce alla procura della Repubblica da parte di imprenditori e cittadini». E infine: «Non sto enfatizzando, ti prego di affrontare il problema con la tempestività che il dramma del caso richiede».
Chiavi di questa notizia: Ambiente