Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Al Comando logistico i segreti della base?

17/06/2011

autore: G. Cen.

Registro delle attività, interrogazione di Turco (Pd) al ministro La Russa

CAGLIARI. Dove sta il “libro mastro” di Quirra? Chi custodisce la documentazione di cinquantacinque anni di attività, con l’elenco di tutte le attività in dettaglio svolte giorno per giorno, dai pass per i singoli dipendenti delle ditte private, ai nulla osta per i militari stranieri, alla certificazione delle bonifiche effettuate, sino ai calendari con i tipi e i sistemi d’arma usati? La domanda per nulla retorica se la pone il parlamentare radicale eletto nelle liste del Pd Maurizio Turco, che in una interrogazione al ministro La Russa chiede di sapere se presso gli uffici della Prima divisione del Comando Logistico dell’Aeronautica, al quarto piano di Palazzo Aeronautica, in viale dell’Università a Roma, sia «conservato il registro, ovvero la documentazione delle annotazioni delle attività militari e industriali che sono state svolte o che vengono svolte» a Quirra. Turco, fondatore del Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di Polizia, una formazione politica all’interno della galassia Radicale, ieri è intervenuto anche sulla presunta riduzione di potenza dei radar effettuata dai militari durante i controlli tecnici disposti dalla Procura. «Non vorrei che questa operazione si configurasse come una vera e propria attività di depistaggio delle indagini della Procura». Ma è sul cuore di comando del poligono che il deputato punta la sua attenzione. «Visto che da sei mesi, dalla data di avvio, il sito dell’Aeronautica sul sistema informativo per il monitoraggio ambientale a Quirra è inattivo, vorremmo sapere - dice Turco - se per caso ci siano problemi nella completezza della documentazione». Anche il Cisam di Pisa, il Centro Interforze Studi Applicazioni Militari, dove nelle scorse settimane la Procura di Lanusei ha acquisito della documentazione, di fatto dipende dal Comando Logistico dell’Aeronautica, che dovrebbe avere un significativo archivio su tutto ciò che è accaduto a Quirra. Un archivio disposto con logica scientifica, dove tutto è registrato e dove ogni passaggio, dalla quantità alla tipologia di munizioni, dalla nazionalità dei militari impiegati ai luoghi di esercitazione all’interno dell’area, devono essere rigorosamente registrati. Il Comando logistico è stato costituito undici anni fa, dopo la riorganizzazione della Forza Armata, ed è uno dei quattro Alti Comandi dell’Aereonautica, insieme a quello della Squadra Aerea, a quello delle scuole e al comando Operativo delle Forze Aeree. La Prima Divisione, dove è custodito il “libro mastro” su Quirra, coordina tutti gli enti che si occupano di sperimentazione, il reparto armamento, il Reparto chimico e il reparto di medicina aeronautica e spaziale.
 Negli uffici della Prima Divisione sarebbero custodite anche le certificazioni dei radar posti sotto sequestro, e le memorie dei test effettuati in passato per delimitare con precisione l’area off limits oltre il poligono: 2700 metri. Sempre in questi uffici dovrebbero essere presenti anche le certificazioni sui tipi di armi usate per ciascun periodo e l’origine del munizionamento usato sia dalle nostre forze armate che da quelle straniere. Sempre il Comando Logistico, ma questa volta la sua Terza Divisione, interviene sui sistemi di difesa e telecomunicazioni. Il suo primo reparto assolve invece i compiti che riguardano proprio i radar. Se c’è stato un qualche ufficiale superiore che potrebbe aver ordinato ai militari in servizio di ridurre la potenza dei radar, questo potrebbe provenire proprio da queste strutture. Un altro rompicapo per il pm Fiordalisi, e dall’altra parte, una nuova fonte di imbarazzo per il ministro se dovesse mai rispondere a queste interrogazioni.

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