Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
I sindaci in difesa del Trenino
16/06/2011
autore: Daniela Deiana
LANUSEI. Il salvataggio a termine della linea turistica non convince gli amministratori «No a un altro scippo, difendiamo identità e sviluppo»
«Il Trenino verde è una risorsa, e questa partita non può essere liquidata con due conti». È questo, in sintesi, il commento deluso dei sindaci d'Ogliastra, di fronte alla paventata chiusura della tratta. I timori sono fondati, le cause note: la Regione ha deciso il taglio dei fondi alle Ferrovie, per recuperare il 30 per cento di spese. Un' operazione nella logica di tagliare un ramo secco ma che secco non è. Lo scorso anno la tratta ha registrato 64 mila presenze, attestandosi al primo posto tra i percorsi turistici. E se, come dichiarato nei giorni scorsi dal vice presidente dell'Arst, Armando Loi, la chiusura è scongiurata fino al 2013, altri segnali sembrano andare in senso opposto, come le dichiarazioni di alcuni dipendenti che avrebbero ricevuto comunicazione di trasferimenti verso altre destinazioni.
SPERANZA DI SVILUPPO Ma il Trenino verde è forse qualcosa di più di una semplice attrazione turistica. Candidato all'Unesco per ottenere il riconoscimento di “Patrimonio dell'Umanità”, per la gente d'Ogliastra è molto altro. «È speranza nel futuro - dice il sindaco di Lanusei, Virginia Lai - una risorsa economica ma anche culturale. Cancellarlo significherebbe creare un grosso danno a chi ha investito e investe in turismo. Soprattutto nei paesi di montagna, in un'epoca in cui tutto sembra concentrato solo sulla costa. Ma l'Ogliastra è qualcosa di più. È cultura, natura e gastronomia. È quello del Trenino è uno strumento per farla conoscere al meglio.
RABBIA E PAURA Giannino Deplano, primo cittadino di Ussassai, parla di “contributo” allo spopolamento, costringendo anche chi già dagli anni '80 ha creduto in questo progetto ad andare via dall'entroterra: «È stata creata una cooperativa che lavora con i flussi turistici del Trenino. Adesso, chiudere la tratta significherebbe costringere anche chi ancora crede nel proprio territorio, ad abbandonarlo». Una voce decisa la sua, di chi certo non manda a dire ciò che pensa. «Non siamo indiani da deportare a Cagliari. E ci batteremo contro questa proposta oscena, che guarda solo ai conti».
TUTTI UNITI Mimmo Lerede, sindaco di Tortolì, e Giuseppe Loi, sindaco di Villagrande, guardano invece al significato che la tratta ha per l'intera Provincia: «Il Trenino è famoso in tutta Europa. Dobbiamo agire uniti perché chi di dovere intervenga a tutelare questa risorsa. È un'opportunità, sia d'immagine che di sviluppo, per tutta l'Ogliastra». Gianantonio Salis, assessore alla Ricostruzione di Gairo, Gianantonio Salis e il primo cittadino di Arzana, Marco Melis, fanno due conti: «Abbiamo investito molto sulle stazioni ferroviarie toccate dal Trenino Verde. Alcuni progetti sono già partiti, creando diversi posti di lavoro. Altri sono in partenza. E una tale chiusura significherebbe perdita di posti di lavoro e anche spreco di soldi pubblici, usati per creare o recuperare importanti strutture».
POLITICA CIECA Stefano Stochino, sindaco di Elini, riflette sulla “cecità” della politica: «il Trenino verde ha rilevanza mondiale, tanto da essere stato menzionato come risorsa anche sul Times. E noi che ce l'abbiamo vogliamo chiuderlo?». E citando il progetto comunale del “Parco Ferroviario”, parla di perdita d'identità: «Il simbolo del nostro Comune sono proprio le ferrovie. Con la loro chiusura noi ci perderemo la faccia. E anche la capacita di sognare il nostro futuro».
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