Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Carbone, Roma non decide

16/06/2011

autore: Antonella Pani

Nuraxi Figus. Deve presentare il progetto a Bruxelles

È ancora fermo a Roma, negli uffici del Ministero dello Sviluppo economico, il progetto integrato centraleminiera che dovrebbe rilanciare il carbone Sulcis. Le schede tecniche aggiornate da Carbosulcis e Sotacarbo avrebbero dovuto prendere la strada di Bruxelles perché serve il via libera della Commissione europea, ma ancora non sono state consegnate ai competenti uffici comunitari. «Il Governo ha ribadito che c'è la volontà politica di sostenere il progetto di rilancio del carbone-Sulcis - ha spiegato Sergio Matzuzzi, presidente di Carbosulcis - ma a questo punto il progetto dovrebbe essere portato subito all'attenzione della Commissione Europea: senza il via libera di Bruxelles su una serie di questioni, la Regione non può procedere con il bando di gara».
Sono tante, e anche molto spinose, le questioni che devono essere discusse dalIa Commissione: finanziamenti alla miniera, incentivi per le energie rinnovabili, compatibilità con le leggi che vietano gli aiuti di Stato. Avventurarsi in un bando senza sciogliere questi nodi sarebbe molto rischioso, praticamente inutile. Insomma il passaggio europeo diventa indispensabile, una condizione irrinunciabile per continuare a sperare nel futuro della miniera, un futuro sempre più legato alla nuova tecnologia "verde" della cattura e dello stoccaggio dell'anidride carbonica prodotta dal carbone. Eppure tutto il dossier Carbosulcis, che avrebbe dovuto raggiungere Bruxelles con estrema urgenza, è ancora fermo al Ministero dello Sviluppo economico. La preoccupazione è che tutto l'iter subisca uno stop estivo che avrebbe effetti negativi sull'intera partita. Infatti se non si avvia subito il confronto con l'Europa c'è il rischio molto concreto che se ne riparli a settembre, arrivando con l'acqua alla gola alla scadenza di fine anno, termine ultimo per bandire l'asta internazionale.

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