Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Marea gialla, in piazza la rivolta dei «balneari»

16/06/2011

autore: ANDREA MASSIDDA

Dopo la serrata degli stabilimenti, le strade paralizzate da un corteo di auto cariche di sedie sdraio, materassini e salvagenti
Dura presa di posizione di Legambiente: «Basta scaricare i reflui del depuratore nel Calik»

ALGHERO. Continua con nuove forme di lotta la protesta dei balneari di Maria Pia, in rivolta da lunedì scorso a causa della macchia gialla che ogni giorno deturpa il mare cristallino e fa scappare i bagnanti. Ieri mattina i titolari degli stabilimenti hanno sfilato per la città a bordo di automobili addobbate in modo bizzarro. E intanto Legambiente prende una posizione netta: «Mai più reflui nel Calik».
 Una volta ricevuta l’autorizzazione dalla questura, il corteo - allegro, ma non troppo - si è mosso intorno alle undici da uno dei locali del litorale in direzione via Lido. È proprio lì, in quella strada ormai diventata a senso unico, che i cittadini e i turisti hanno notato con stupore che sul tettuccio di alcune automobili erano state montate sedie a sdraio e bandierine rosse di salvamento. Non c’è voluto molto a capire che i manifestanti erano proprio i gestori degli stabilimenti balneari, che più passano i giorni e più sono disperati, perchè alla vista dell’acqua gialla i clienti ormai fanno dietrofront. Così, durante il percorso, in tanti hanno espresso loro simpatia e solidarietà.
 La marcia motorizzata è poi proseguita lungo via Castelsardo, per poi imboccare viale Europa, rientrare in via Lido e giungere sino a piazza Sulis. In pieno centro - dopo una breve sosta - si è poi deciso di fare il percorso al contrario toccando anche via Don Minzoni, nel popoloso quartiere della Pietraia, dove il traffico ha subito sensibili rallentamenti.
 Grande la soddisfazione di Franco Pedrini, rappresentante della Federazione italiana dei balneari. «Posso dire con orgoglio - commenta - che si è trattato di una manifestazione riuscitissima e che, anche se mi dispiace che i colleghi non interessati dal fenomeno della marea gialla non hanno sfilato con noi, il supporto della gente che ci ha visti in corteo è stato più che tangibile». In attesa che il sindaco Marco Tedde riunisca a Sant’Anna i vertici di Abbanoa, l’Arpas, la Provincia di Sassari, l’Agenzia regionale del distretto idrografico e il Consorzio della Nurra, nella vicenda interviene con una posizione netta anche Legambiente. «L’utilizzo delle acque reflue depurate per usi irrigui è in linea di principio una buona pratica - spiega Luciano Deriu, segretario regionale dell’associazione - ma una simile soluzione va considerata d’emergenza e verificata in un tempo limitato. Se il mare è troppo lontano - aggiunge Deriu - allora forse occorre guardare verso il Cuga, considerato che il Piano di bacino regionale prevede che sia destinato a ricevere le acque reflue di Sassari e di altri territori». Secondo Deriu, il
il Cuga potrebbe infatti essere unito a un impianto di fitodepurazione che utilizza sistemi naturali costituiti da microorganismi e piante filtranti. «Così facendo - conclude - l’attuale crisi si trasformerebbe in un’opportunità per dar vita a un sistema depurativo sostenibile. E la nostra laguna sarebbe salva».

Chiavi di questa notizia: Ambiente