Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Hotel a Coaquaddus, adesso la protesta corre su Facebook

15/06/2011

autore: CARLO FLORIS

Il sito del presidente del Centro Naturale

SANT’ANTIOCO. No all’albergo termale a Coaquaddus. Lo ha ribadito anche Umberto Cau, presidente del Centro Commerciale Naturale, che ha creato un apposito spazio su Facebook per avviare una pubblica discussione sul progetto di realizzare nei pressi della spiaggia di Coaquaddus un albergo termale con una ventina di villette a contorno.
 Un progetto che viene bocciato senza appello: «Esistono in paese oltre millequattrocento case vuote, alcune delle quali di proprietà comunale. Credo che dal punto di vista della cementificazione Sant’Antioco ha già dato: abbiamo abbondantemente superato diversi limiti e credo anche che lo sviluppo non passi attraverso la realizzazione di nuovi edifici ma piuttosto per la valorizzazione di quanto già esiste e magari si trova in condizioni fatiscenti o comunque non adatte ad essere utilizzato in funzione turistica. Inoltre è importante che, se vogliamo creare ritorno economico per la comunità lagunare, le iniziative devono essere realizzate nel centro urbano e non in periferia. Penso ad esempio all’albergo diffuso, una tipologia che è già stata sperimentata con successo in altri comuni d’Italia e in diverse zone della Sardegna e che potrebbe offrire risultati interessanti anche qui da noi».
 Il sito del presidente del Centro Naturale ha registrato dopo solo poche settimane oltre cinquecento iscritti ed il plauso di moltissime persone che si esprimono contro l’iniziativa. Per la maggior parte degli iscritti questo nuovo albergo «non s’ha da fare»: «Nè adesso e nè mai» E l’amministrazione comunale, che aveva anche organizzato un incontro pubblico con gli imprenditori interessati sul tema è stata messa sull’avviso. «Ci sarebbe piuttosto da lavorare - prosegue Umberto Cau - per rendere appetibile il centro storico, perché non si può vedere il centro di un paese con ambizioni turistiche come il nostro dove ci sono ponteggi da diverso tempo che ci fanno assomigliare ad una zona terremotata. Ci sono da sistemare le strade e da presentare un progetto con i proprietari degli immobili per migliorare le facciate delle case, per rendere davvero appetibile il nostro paese. Alle volte basta poco, non servono grossi investimenti, di sicuro non serve che ulteriori metri cubi di cemento invadano i nostri luoghi più belli in nome del profitto di pochi e di posti di lavoro quanto mai incerti. Se il valore più importante è il nostro paesaggio che senso ha modificarlo in peggio?»

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