Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Tutti fuori dal poligono
15/06/2011
autore: Paolo Carta
Quirra, respinta dal gip la richiesta di proroga dello sgombero: i pastori devono lasciare subito i pascoli dentro l'area militare
Nessuna proroga. I pastori devono lasciare i pascoli del poligono. Immediatamente. Il gip del Tribunale di Lanusei, Paola Murru, lo aveva stabilito il 12 maggio con un'ordinanza che aveva accolto le richieste del Procuratore Domenico Fiordalisi, che indaga sul presunto rapporto tra guerre simulate e insorgenza di malattie nella zona di Quirra. E lo ha ribadito lunedì, rigettando la richiesta di proroga dello sgombero, firmata dalla Coldiretti. Respinte anche le mozioni analoghe dell'Asl 8 (per un nuovo monitoraggio troppo lungo secondo il pm), dei militari che volevano utilizzare lo stabilimento balneare a Capo San Lorenzo, di Pro loco ed escursionisti che volevano portare turisti nella chiesa dì San Giorgio e nelle grotte di Ingortidroxius.
LE CONSULENZE Decisivo è stato il parere negativo del magistrato inquirente: «Non è possibile attendere i risultati delle analisi delle Asl di Cagliari e Lanusei e della Regione - si legge in una nota di Fiordalisi - senza far correre a persone e animali gravissimi rischi per la presenza di sostanze nocive indicate nella sequestra di sequestro preventivo del poligono». Cioè uranio impoverito, rinvenuto nelle ossa di un agnello con due teste e di cui parla un ex ufficiale in una testimonianza che fa parte dell'inchiesta; napalm che sarebbe stato sotterrato in diversi punti del poligono; i resti delle esplosioni di armi obsolete che lo Stato dagli 80 trasportò a Quirra da tutta Italia per lo smaltimento; e poi cadmio, rame, tungsteno, piombo e antimonio presente in misura superiore alla norma, secondo i consulenti della Procura.
IL RICORSO Gli esperti hanno evidenziato «la profonda correlazione tra le polveri generate dalle combustioni delle attività svolte nel poligono e la salute di uomini e animali». Così, mentre - come sostiene il gip - non è possibile dichiarare off limits il poligono «a causa dell'impegno dell'Italia nelle missioni Nato e Onu» e considerando che i militari non sono in stretto contatto con terreni, pascoli e fonti a rischio, è stato deciso di sequestrare il poligono e sgomberare i pastori.
Gli allevatori sono in difficoltà. Quando hanno chiesto aiuto ai Comuni, alle Provincia, alla Regione e alla Coldiretti avevano avuto rassicurazioni ufficiose che lo sgombero non sarebbe stato eseguito. Ma le mosse ufficiali non hanno sortito nessun effetto. E adesso i fondi stanziati dalla Regione per l'emergenza, 500 mila euro per 66 aziende che devono portar via circa 9 mila capi di bestiame, non bastano.
IN TRIBUNALE La Coldiretti ha annunciato che porterò capre e buoi davanti al Tribunale «per dimostrare che lo sgombero è inattuabile e per far capire i problemi di aziende che così non possono neppure chiedere i premi comunitari». Mariella Cao, del Comitato "Gettiamo le basi", comunque contraria all' «esodo biblico degli allevatori», replica: «I pastori fanno bene a protestare, ma non contro i magistrati: da anni si sa che il poligono è inquinato e mette a rischio la salute degli allevatori, eppure la classe politica sarda, di centrodestra e di centrosinistra, compresi sottosegretari e parlamentari, se n'è disinteressata». E chiede che venga messa in sicurezza anche la salute dei soldati con la chiusura totale dell'area militare di Quirra.Chiavi di questa notizia: Inquinamento