Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Ex zuccherificio addio
15/06/2011
autore: LUCIANO ONNIS
Sulla scorta del piano operativo presentato al ministero dell’Ambiente
Rinascerà a Macchiareddu come centrale a biomasse VILLASOR. Dalle ceneri del defunto (e smantellato) zuccherificio Sadam-Isz nasce un impianto energetico alimentato a biomasse della PowerCrop, società partecipata al 50 per cento dal gruppo nazionale Maccaferri-Falck. In gestazione da quasi due anni, i lieto evento è ormai prossimo. Non sarà però Villasor la culla delle riconversione industriale dell’ex industria saccarifera sarda, ma l’area a bocca di porto di Macchiareddu. La Conferenza dei servizi promossa dal ministero Ambiente ha espresso parere positivo ed entro luglio arriveranno le autorizzazioni.
Gli ultimi micro granelli di zucchero prodotti a Villasor con le barbabietole coltivate nel Campidano “di mezzo” e fino all’Oristanese sono del 2005, poi la lenta ma inesorabile fine dello storico stabilimento, condannato a morte dal taglio delle quote zucchero decretato dall’Unione europea per l’Italia.
Le conseguenti sforbiciate dell’Eridania ai suoi stabilimenti non poteva che cominciare da quello più lontano e scomodo, appunto quello sardo. Un centinaio di dipendenti sulla strada sotto l’ombrello assistenziale della cassa integrazione, qualche miglaia di produttori agricoli di barbabietole che per decenni avevano conferito allo zuccherificio costretti a passare ad altre colture in attesa di una prospettata riconversione della linea saccarifera. Quella appunto “incentivata” (leggasi contributi di Stato) proposta dalla PowerCrop per la produzione di energia elettrica attraverso le biomasse. Gran parte di queste, secondo l’architrave del progetto industriale, dovrebbero appunto provenire dal quel Campidano prima sedotto e poi abbandonato dalle barbabietole da zucchero. A breve, sarà quindi data la possibilità alle aziende agricole che lo vorranno di inserirsi in una filiera colturale no food (oleaginose e lignocellulosiche), riconvertendo i propri terreni che per decenni avevano coltivato a barbabietole per lo zuccherificio.
Ma perchè non più Villasor, laddove era nata a cresciuta la principale industria saccarifera sarda. «Problemi tecnici - spiegarono nell’ottobre del 2009 il presidente della PowerCrop Raimondo Cinti e l’amministratore delegato Francesco Pacifico -, l’area di Macchiareddu è a bocca di porto e per noi questo è un gran vantaggio». Ovvero, se le biomasse non sono prodotte in Sardegna, arriveranno dalla penisola (pianura Padana in primis), se non anche dal nord Africa. Si vedrà, ma intanto entro l’anno si dovrebbe partire e sessanta ex dipendenti dello zuccherificio torneranno al lavoro.
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