Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
«E ora inizia la battaglia per la ri-pubblicizzazione»
14/06/2011
autore: M. R. T.
Servizi idrici
ROMA. Vinta la grande battaglia, a questo punto si va alla guerra. «I poteri forti non cederanno alla democrazia facilmente, ma bisogna avviare i percorsi: se c’è una “multiutility” come Acea, bisogna scorporare il servizio idrico, che va passato ai Comuni consorziati». Marco Bersani, leader del Forum per l’acqua pubblica, esulta per i risultati, ma sa che la strada è ancora lunga.
E adesso? «Essendo stato abrogato il decreto Ronchi serve una nuova normativa per ri-pubblicizzare il servizio. Una nuova legge di iniziativa popolare scritta da noi, per cui sono state raccolte 400 mila firme, è già in Parlamento. E’ stata consegnata nel 2007 all’allora presidente del Consiglio, che era Prodi, che l’ha messa nel cassetto. Berlusconi l’ha sepolta sotto gli armadi».
Niente più società per azioni, quindi. Qual è la vostra proposta? «Noi vogliamo aziende speciali consortili che, essendo di diritto pubblico, non hanno come loro fine il profitto. La gestione del servizio torna quindi ai consigli comunali e servono percorsi per la partecipazione diretta dei cittadini».
Si corre il rischio di inefficienze? «Le gestioni privatistiche non hanno comportato miglioramenti, gli investimenti negli ultimi dieci anni sono crollati a un terzo rispetto a quelli delle municipalizzate. Noi abbiamo presentato anche un progetto per il finanziamento del servizio: parte dei costi dovrebbe essere coperta con le tariffe, parte con la fiscalità generale e, dal momento che gli investimenti vanno fatti, si può ricorrere a meccanismi di finanza pubblica come il prestito irredimibile, titoli di Stato a interesse perpetuo che non comportano restituzione del capitale. Così si possono raccogliere 2 miliardi l’anno per 20 anni per rifare gli acquedotti».
Quali ripercussioni sull tariffe? «Con l’abrogazione della norma sul profitto dei gestori, già da domani in teoria dovrebbero essere ridotte del 7%. Noi chiediamo che in tutti gli Ato si facciano subito assemblee per stabilire tempi e modi della modifica del sistema. Ai gestori privatistici o quotati in borsa diciamo: non giochiamo col trucco che non cambia nulla».
Chiavi di questa notizia: Acqua