Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Facciamo come i tedeschi energia pulita e risparmi»

14/06/2011

autore: M. R. T.

Addio al nucleare

ROMA. Hanno scalato monumenti e fatto blitz negli stadi. Per «bucare il silenzio sui referendum», gli attivisti di Greenpeace, tra i fondatori del Comitato anti-atomo, sono scesi in campo con ogni mezzo. «Ora chiediamo che l’Enel moltiplichi subito gli investimenti nelle rinnovabili: è assurdo fare pubblicità con le pale eoliche e poi non investire» dice il direttore delle campagne dell’associazione, Alessandro Giannì.
 Abbiamo archiviato il nucleare, adesso da dove prenderemo l’energia?
 «La direzione è quella delle rinnovabili e dell’efficienza. È quello su cui punta il piano della Germania, e in Italia ci sono rapporti della Bocconi e di Confindustria che dicono quanto sia elevato il potenziale. Uno studio realizzato da Greenpeace dimostra che investendo nelle energie pulite nei Paesi del G8 può essere creato un milione di nuovi posti di lavoro entro il 2020. Il problema è che le nostre imprese oggi sono per lo più assemblatrici di eolico e di fotovoltaico, ma sono pezzi fatti altrove, danesi, cinesi: il grande salto è avere grandi imprese che facciano ricerca e investano nel settore».
 Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ha dichiarato però che le fonti rinnovabili non bastano...
 «Legga il rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), il gruppo di 130 esperti dell’Onu, che dice il contrario. Il problema è la volontà politica: se vogliamo usare le rinnovabili e salvare il clima, o continuare a sprecare tempo e risorse. E poi noi abbiamo abbastanza potenza installata. Anzi, Fulvio Conti, amministratore di Enel, ha dichiarato che in Italia c’è “un eccesso di capacità disponibile per ogni emergenza”. Il problema è che ogni tanto spegniamo le centrali per acquistare dall’estero, parassitando a prezzi ridotti energia nucleare e da fonti fossili prodotta in centrali che si trovano in Francia o in Svizzera e che non possono essere spente. Per ora il problema non c’è. Abbiamo tempo per attrezzarci, aprendo un dibattito il più ampio possibile».
 Su cosa puntare quindi?
 «Il grande serbatoio è l’efficienza. Già oggi noi possiamo tagliare il 30%: basterebbe una legge che applicasse il principio dell’efficienza in tutte le produzioni per abbattere rapidamente i consumi energetici».

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