Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Cappellacci: il futuro è «green»

14/06/2011

autore: UMBERTO AIME

Venti sindaci sottoscrivono, pronti 34 milioni di euro. Il governatore: «Traguardo storico»
Siglato il patto tra la Regione e la Ue per l’abbattimento della Co2

CAGLIARI. Tutto oggi può essere verde. Dai palloncini, però erano troppi e kitsch, sulle torrette del «Palazzo dei congressi» alle insolite «Bic-smeraldo» in cartella, ma allora i fogli non dovevano essere bianchi, altrimenti si perde la vista nel rileggere gli appunti. Erano di un verde intenso (più carico di quello leghista) persino i «cavalieri» stampati e piazzati in bilico, per ricordare alla platea nome e titolo di chi è alla presidenza, e verdissima era anche la scena alle spalle dei relatori. Verde è il colore del momento dappertutto, persino in economia, che invece ancora affoga nel rosso della crisi. Eppure, nella «green economy» adesso ci credono in molti: è una sorta di ultima scialuppa per il resto dell’industria a scatafascio (leggi Porto Torres) e le miniere chiuse del Sulcis (prima però il carbone dovrà essere ripulito) ma è anche l’innovazione e la limpidezza delle energie alternative e dei prodotti bio. Plastica vegetale, lubrificanti ecologici, solare e fotovoltaico: di questo oggi parlano tutti. Dal presidente della Regione Ugo Cappellacci, ormai padrino in servizio permanente effettivo dell’anti-atomo, all’assessore regionale all’industria Oscar Cherchi, che annuncerà «una matrioska con dentro molti e nuovi posti di lavoro», all’ex assessore all’agricoltura Andrea Prato, promosso sul campo coordinatore del progetto «Sardegna Co2.0». Progetto che vuol dire «zero emissioni» di anidride carbonica, o meglio ancora «zero produzioni di un gas che ammazza il pianeta». «Sardegna Co2.0» è anche il rispetto di quanto ordinato dall’Unione Europea: almeno il venti per cento di rinnovabili prodotte entro il 2020, per salire intorno al trentacinque nel 2030, per farla finita con la dipendenza dal petrolio. Sono traguardi storici, ha detto il governatore, che «la Sardegna vuole raggiungere ancora prima delle scadenze. Per questo, vogliamo trasformare l’isola in un laboratorio all’avanguardia». Con un atto ufficiale, ieri, Cappellacci ha firmato con solennità il «Patto dei sindaci», insieme allo spagnolo Pedro Ballesteros, direttore generale della Commissione Europea. È un contratto in cui la Regione s’impegna da oggi in poi a far «qualunque cosa» per diffondere la cultura ecosostenibile e di contro Bruxelles finanzierà «tutti i progetti che serviranno a raggiungere l’auto-sostentamento energetico». Con trentaquattro milioni a disposizione di quei Comuni, una ventina per cominciare, che contribuiranno ad abbattere il «nostro primo nemico», è la definizione che ha dato del Co2 Mario Tozzi, geologo e volto televisivo di «Gaia, il pianeta che vive». Per vincere questa sfida epocale, sono parole di Andrea Prato, l’impegno dovrà essere massimo, a partire dalla diffusione dei «Comuni di classe A», che come le lavatrici dovranno saper risparmiare energia, alla trasformazione in bio del turismo e dell’agricoltura, le prime a essere coinvolte, fino all’edilizia ecosostenibile.

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