Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Stabilimenti in rivolta: serrata degli ombrelloni contro la «marea gialla»

14/06/2011

autore: ANDREA MASSIDDA

EMERGENZA A MARIA PIA

ALGHERO. La macchia gialla che quotidianamente colora le acque cristalline di Maria Pia non accenna a sparire. I bagnanti scappano inorriditi e l’economia del litorale è al collasso. Così da ieri mattina i titolari degli stabilimenti hanno deciso di tenere chiusi gli ombrelloni e di non garantire più i servizi di salvamento. «Ora basta - dicono - vogliamo subito risposte concrete».
 Nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi, quando l’annunciata deviazione delle acque depurate a San Marco verso le condotte del «Consorzio di bonifica della Nurra» aveva fatto sperare in una definitiva risoluzione del problema, l’acqua del tratto che va dall’ospedale marino sino al porto di Fertilia continua ad assomigliare a quella del Tevere e non più certo a quella dei Caraibi. Con inquietante regolarità, infatti, intorno alle dieci del mattino il mare passa dall’essere limpido a un colore giallo-pipì, suscitando il disgusto di chiunque stia per mettere i piedi a bagno. Al punto che le tanto gonfiate quattro «vele blu», appena assegnate da Legambiente alle spiagge di Alghero, sembrano una beffa. E che i titolari degli stabilimenti balneari della zona, dimenticati o presi in giro dalle istituzioni, adesso non sanno più a che santo votarsi. Forse a Giovanni Paolo II, cui sarà presto dedicata l’area di Maria Pia. Ma Wojtyla è ancora «beato», perciò nessuno si aspetta miracoli.
 Meno che mai se li aspetta Franco Pedrini, rappresentante della Fiba. «Siamo esasperati - non si stanca di ripetere - anche perché non possiamo permetterci una stagione come quella dell’anno scorso, quando l’emorragia di clienti è costata al comparto un crollo del giro d’affari che oscilla tra il 30 e il 40 per cento, con alcuni colleghi che ci hanno rimesso sino a 70mila euro».
 Morale? Da ieri mattina è scattata l’operazione «ombrellone selvaggio», che di fatto significa la serrata degli stabilimenti, con la relativa indisponibilità dei gestori a fornire un regolare servizio di salvamento a mare. Cosa peraltro confermata dalle bandierine rosse che sventolano sulle spiagge. Un gesto di protesta estremo organizzato in attesa che nei prossimi giorni (forse già da domani) il sindaco Marco Tedde riunisca a Sant’Anna tutti gli altri soggetti coinvolti nella questione: Abbanoa (che da un mese controlla il depuratore di San Marco e assicura che tutto funziona alla perfezione), l’Arpas, la Provincia di Sassari, l’Agenzia regionale del distretto idrografico e il Consorzio di bonifica della Nurra.
 A chi si fosse perso le puntate precedenti è bene ricordare che questa incresciosa situazione dura dall’estate del 2009. Cioè da quando nel Calik - lo stagno tutelato dall’Unione europea - confluiscono attraverso il Rio Filubertu i reflui dell’impianto di depurazione di San Marco. Ma anche anche quelli della zona industriale e persino i residui di lavorazione del potabilizzatore. Con il risultato che un’immissione nello stagno salmastro di tanta acqua dolce e calda ne ha sconvolto l’habitat, favorendo la crescita di piante e alghe che rilasciano le famigerate particelle vegetali «gialle». Particelle che finiscono dritte-dritte in mare passando per il porto-canale di Fertilia. «Tecnicamente - spiega Luciano Deriu, algherese e segretario regionale di Legambiente - il fenomeno è noto come eutrofizzazione, ma è evidente che in questo caso specifico ha assunto dimensioni iperboliche. Seppure a malincuore - aggiunge - ci troveremo costretti a segnalare la questione ai redattori della “Guida Blu”, che non hanno tenuto conto del problema avendo appreso dall’amministrazione comunale che il problema si sarebbe risolto nel giro di pochi giorni». Come dire: le quattro «vele» sono a forte rischio. Intanto, come ribadisce Sandro Ibbadu, titolare dello stabilimento «Il tucano», la lotta non si ferma: «E abbiamo anche la solidarietà dei colleghi della Speranza, che chiuderanno pur non essendo coinvolti dal disatro».

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