Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Arzachena, ombre di cemento sul municipio
12/06/2011
autore: Serena Lullia
I personaggi e gli interpreti della bufera che scuote il Consiglio
ARZACHENA. Cemento e metri cubi, ingredienti smeraldi di una crisi comunale costruita mattone su mattone. Da due settimane il sindaco Piero Filigheddu si è autospogliato della fascia tricolore. Entro il 15 dovrà decidere se ritornare alla guida della città e della Costa Smeralda. Ufficialmente l’addio al Palazzo è colpa dell’opposizione. Motivazioni di facciata. A far tremare la maggioranza sono le deleghe a Urbanistica e Tutela del paesaggio. E i loro titolari, padri del nuovo piano urbanistico e dei progetti strategici da 600mila metri cubi.
Il cemento è il vero responsabile del collasso della maggioranza che governa la città da tre anni. Una civica che amalgama Pd, Pdl e allergici ai colori politici. Le motivazioni reali della crisi sono solo bisbigliate. Troppo impopolare ammettere davanti ai cittadini impegnati a domare crisi, bollette e tasse, che si litiga in maggioranza in nome del dio mattone. Un rimpastino d’inizio d’estate, il secondo in tre anni, potrebbe essere la medicina miracolosa.
In verità le uniche deleghe in discussione sono di cemento. Nessuno sgomita per conquistare gli assessorati ai Servizi sociali o alle Manutenzioni. L’ipotesi più gettonata è un giro di valzer generale, che mascheri il vero obiettivo della danza delle deleghe, Urbanistica e Tutela del paesaggio. Una ipotesi che potrebbe concretizzarsi nel vertice convocato per domani da Filigheddu. Da settimane una parte della maggioranza prova a segare le gambe delle sedie occupate dai due assessori: l’avvocato Rino Cudoni e l’uomo forte del Pdl Gigi Astore. Sotto accusa la loro filosofia urbanistica. Secondo alcuni portata avanti in pericolosa e personalistica simbiosi. Una infaticabile coppia dalla forte personalità che lavora al nuovo Puc e detta le linee dello sviluppo edilizio del futuro. I progetti strategici, previsti dal Piano casa, sono tra le cause della crisi. I 600mila metri cubi di ville, hotel e campi da golf da spalmare sul territorio raccolgono più critiche, solo sussurrate, che consensi. Ma l’accusa è anche sul metodo. I due super assessori non avrebbero messo a punto le linee guida dei piani strategici col resto della giunta. Tra le pratiche nel mirino c’è anche il mini masterplan della Colony di Barrack. Un piano che con la caduta della giunta di Piero Filigheddu finirebbe nel freezer. Ma per molti esponenti di maggioranza i progetti sono carta straccia. Promesse di metri cubi irrealizzabili perché contro le norme del Ppr. In caso di flop dei progetti strategici ne farebbero le spese gli altri 12 imprenditori, molti arzachenesi, pronti a fare investimenti milionari a Porto Cervo, Cannigione e Baja Sardinia. Volumi a peso d’oro che evaporerebbero nel caso in cui il Comune venisse commissariato.
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