Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Goceano, addio al Parco

12/06/2011

autore: BARBARA MASTINO

Scarso entusiasmo da parte dei comuni che volevano aderire

BONO. L’istituzione del Parco del Marghine e Goceano è una partita ormai chiusa. Questo, in sostanza, il giudizio della direzione del servizio Tutela della Natura che fa capo all’assessorato regionale all’Ambiente. Che in una nota inviata alla Comunità Montana del Goceano, alla Provincia di Sassari e all’Ente Foreste scrive testualmente che «non sussistono gli elementi necessari per procedere a stipulare un accordo di programma». Caustico il commento del sindaco di Bono Piero Molotzu, la cui amministrazione ha deliberato di non aderire all’istituzione dell’area protetta. «Il parco - dice Molotzu - si è dimostrato ancora una volta un argomento scabroso, proposto con ambiguità nei suoi vincoli, con poca informazione sugli argomenti in cui è necessaria maggiore chiarezza nei confronti delle popolazioni». Ma come si è arrivati a questo punto? Dopo lo stanziamento dei fondi per i parchi la Regione aveva richiesto una documentazione ai Comuni. Solo sette hanno inviato delibere consiliari: Bono, che ha deciso di non aderire, e Bultei, Anela, Bottidda, Benetutti, Nule, Illorai. Questi, stando a quanto si legge nella nota dell’assessorato all’Ambiente, hanno prodotto «una cartografia che non permette di valutare se esistono le condizioni», hanno espresso una volontà «ambigua» di «aderire al progetto e nel contempo decidere di avviare uno studio di fattibilità e di acquisire il consenso delle popolazioni» e, in alcuni casi, «subordinano l’individuazione del territorio a un confronto con la Regione e gli altri Comuni». Grande confusione quindi, che dà la misura dell’incertezza. Tanti i fondi in ballo, certo, ma anche tanti problemi da affrontare. In particolare il rapporto con i proprietari dei terreni che sarebbero stati sottoposti ai vincoli dell’area protetta. «Il Parco - spiega ancora Molotzu - doveva sorgere in una area che avesse caratteristiche di unitarietà e contiguità e avere una superficie minima di 5mila ettari. Alcune amministrazioni, per evitare lo «scontro» con i privati, pensarono di indicare i terreni di proprietà dell’Ente Foreste, fatta salva la potestà giuridica: ma neanche questo era proponibile in quanto le uniche aree contigue erano quelle di Bono, Anela e Bottidda che però assommano a poco più di 3mila ettari. Ecco perché - aggiunge il sindaco di Bono - i sei comuni del Goceano hanno deliberato con atti privi dei requisiti. Ed ecco perché il Comune di Bono, evidenziando che non sussistevano gli elementi, ha deciso direttamente di non aderire. La comunicazione pervenuta dall’assessorato all’Ambiente - conclude - interpreta correttamente quanto avvenuto nei consigli comunali e l’ambigua volontà espressa da chi ha deciso in maniera difforme da quanto richiesto dalla Regione».

Presentate cartografie inaccettabili
BONO. La prima legge di istituzione delle aree protette sarde che prevedeva la nascita del Parco Marghine e Goceano risale al lontano 1989.
 Sono in tutto diciassette i Comuni del centro nord Sardegna ricompresi nell’area identificata: Anela, Benetutti, Bolotana, Bono, Bortigali, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Lei, Nule, Silanus, Birori, Bonorva, Macomer e Pattada. Per vent’anni l’istituzione è rimasta al palo ma due anni fa, nel 2009, la Regione ha deliberato lo stanziamento di 13 milioni di euro (più altri 7 per aree Sic) proprio per la creazione di alcune aree protette tra cui il Parco del Marghine e Goceano.
 Da qui è nata la richiesta ai Comuni di esplicitare l’adesione e di inviare la cartografia, i cui termini erano stati in un primo momento prorogati di tre mesi per permettere a tutti gli enti locali di rispondere.
 Solo sette lo hanno fatto, e a quanto pare non in maniera completa. Ecco perché ora l’ipotesi parco Marghine e Goceano sembra davvero essere definitivamente tramontata.

Chiavi di questa notizia: Ambiente