Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
In piazza per l’area marina protetta
12/06/2011
autore: LAURA SANNA
Parte la raccolta di firme per creare una zona di protezione ambientale da Cala Domestica ai faraglioni di Nebida: sì alla pesca ma con regole
IGLESIAS. Un’area marina protetta da Cala Domestica ai Faraglioni di Nebida per tutelare un tratto di mare maltrattato e avviare il ripopolamento delle specie. L’idea è di un gruppo di appassionati di mare e ambiente che hanno costituito l’associazione «Per l’area marina di Pan di Zucchero» e ieri in piazza Oberdan hanno raccolto le firme tra i cittadini per promuovere l’iniziativa: in 235 hanno già lasciato il loro nome e detto di condividere l’idea. «Un’area marina protetta non è un parco - spiegano Andrea Rubiu e Roberto Melis, presidente e vice dell’associazione - sarà una zona comunque accessibile e in cui si potrà praticare la pesca, rispettando regole precise: niente bombole, bombe e pesca notturna, ad esempio. La proposta, che abbiamo già presentato all’assessorato all’ambiente provinciale, è di una zona protetta lunga 4 chilometri e larga qualche centinaio, che comprende le principali emergenze ambientali della costa». Pan di Zucchero, Canal Grande, Cala Domestica, tante grotte sottomarine e affioranti non sono solo luoghi suggestivi ma anche siti con ecosistemi delicati e particolari, mentre lungo la costa si snoda la rotta migratoria dei tonni che vanno a sud. Purtroppo in questo specchio d’acqua sistemi invasivi di pesca, e non solo hanno causato non pochi problemi, «primo fra tutti la distruzione delle praterie di posidonia - spiega Francesca Pittau, biologa - che svolgono la stessa funzione delle piante sulla terraferma, produrre ossigeno, oltre ad essere i luoghi in cui molte specie depongono le uova». L’obiettivo è di sfruttare il patrimonio ambientale in modo sostenibile, proteggendolo dagli abusi e preservandone la bellezza. In Sardegna le aree marine protette sono 5 e altre 4 sono in corso di istituzione (Capo Testa, La Maddalena, San Pietro e il Golfo di Orosei), i prossimi passaggi - oltre a una serie di convegni da settembre - sono istituzionali: dovrà essere il Comune a presentare e seguire il progetto.
Chiavi di questa notizia: Ambiente