Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Fregula e vernaccia per tutti: così Oristano si oppone al nucleare

11/06/2011

autore: Claudio Zoccheddu

REFERENDUM La cena in piazza Eleonora celebra i prodotti della terra che una centrale metterebbe a rischio

ORISTANO. Fregula, vernaccia e altre offerte deliziose a chi ha intenzione di votare contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua. La cena del comitato «Si.Nonucle» - replica di un’iniziativa che ha preceduto il referendum sardo sulle centrali atomiche - ha attirato in piazza Eleonora centinaia di persone. Musica, balli e tradizione enogastronomica per gridare l’ultimo «Sì» prima della chiusura della campagna. E per spingere a un’ulteriore piccola riflessione.
 Quanti di quei prodotti genuini e di quei sapori meravigliosi rischierebbero di sparire dalla faccia della terra nel caso di un incidente legato alla presenza di una centrale atomica nell’Oristanese?
 E così la città di Eleonora ha trasformato una delle sue piazze più frequentate in un carosello di musiche e colori in cui l’unica parola d’ordine era il rifiuto del nucleare e della privatizzazione dell’acqua. La torre di Mariano IV è stata ricoperta da un gigantesco striscione su cui compariva la richiesta di barrare i «Sì».
 Ovviamente quella che più preoccupa gli oristanesi è la questione nucleare. Le campagne limitrofe alla città sarebbero tra le candidate più autorevoli a ospitare almeno una delle centrali. Tra le tante indiscrezioni filtrate prima che il disastro di Fukushima cambiasse tutti gli scenari energetici, c’era anche quella che voleva il sito di Cirras, un borgo rurale a pochi chilometri da Oristano, come luogo ideale. Una possibilità che si era subito scontrata con il parere negativo della popolazione, sfociata nella nascita del comitato antinucleare e nelle due cene in piazza Eleonora prima dei referendum.
 Piazza gremita dagli oristanesi e dagli organizzatori. Adiconsum, Coldiretti e «Si.Nonucle» non hanno nascosto una certa soddisfazione: «Siamo riusciti a coinvolgere persone di tutte le estrazioni sociali. C’era davvero tanta gente», ha detto Renato Orrù, uno degli attivisti più impegnati.
 L’ultima battuta è stata dedicata a chi ha bollato le feste di piazza, dove si mangia e si beve gratis, come occasioni buone per generare voto di scambio: «Stupidaggini - ha chiosato Silvio Serpi -, il vero voto di scambio è generato delle campagne pubblicitarie delle ditte che distribuiscono energia»

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