Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Maxi-consulenza per Malfatano: 7 indagati
11/06/2011
autore: MAURO LISSIA
Teulada. La lente della Procura su un incarico da 185mila euro conferito dal Comune a un pool di legali romani
Sospetto di turbativa d’asta sulla variante di Tuerredda: sotto inchiesta anche il sindaco
CAGLIARI. Un incarico di consulenza da 185mila euro più Iva a uno studio legale di Roma per stabilire se la variante al progetto immobiliare su Malfatano-Tuerredda proposta dalla Sitas potesse superare il vaglio del consiglio comunale: per la Procura c’è il sospetto di una turbativa d’asta.
Un sospetto talmente forte che nel giro di quarantott’ore, tra mercoledì e giovedì scorsi, il pm Daniele Caria ha eseguito personalmente e fatto eseguire dalla Guardia di Finanza una sequenza di perquisizioni al municipio di Teulada, allo studio legale Caso-Ciaglia di Roma in via Savoia 72 e in quello di un ingegnere urbanista cagliaritano, lo Sting Engineering, in via Mameli 88. Gli indagati sono per ora sette: in cima alla lista il sindaco di Teulada Gianni Albai, sostenitore del piano Sitas destinato in origine alla gestione del gruppo Marcegaglia. A seguire il capo dell’ufficio tecnico comunale Alberto Urru, quindi i legali romani beneficiari della superconsulenza: Giuseppe Ciaglia, Francesco Caso e una collega di studio. Poi ancora l’ingegnere Giampaolo Gamberini - considerato molto vicino all’ex assessore regionale all’urbanistica Gabriele Asunis - e un funzionario amministrativo di Teulada.
A denunciare quella che fin dall’inizio era apparsa come una scelta piuttosto curiosa dell’amministrazione di Teulada è stato il Gruppo di Intervento giuridico, partito dall’avviso di aggiudicazione dell’appalto pubblicato in municipio il 19 ottobre 2010: «L’appalto - era scritto nell’avviso - ha per oggetto l’insieme delle attività di progettazione, consulenza e assistenza giuridico-amministrativa e di carattere tecnico-progettuale occorrenti per l’approvazione della variante urbanistica e per la progettazione degli interventi di interesse pubblico nell’ambito del comparto urbanistico in località Malfatano». In pillole, è accaduto questo: bloccati dalla Forestale alcuni lotti del piano per edificare nell’area di Tuerredda-Malfatano, la società Sitas - di cui sono proprietari il gruppo Mps con vicepresidente Gaetano Caltagirone, i Toti e i Benetton - ha presentato una proposta di variante, con spostamenti di volumetrie e altezze dei fabbricati, che l’amministrazione Albai s’è trovata costretta ad esaminare. Una pratica complessa, da sbrigare sotto la strettissima sorveglianza delle associazioni ecologiste e del Corpo Forestale. Da qui l’idea: un incarico di consulenza, uno studio specializzato legale che insieme a un ingegnere urbanista esaminasse la questione da ogni punto di vista. Con l’obbiettivo di non sbagliare nulla, perchè un errore tecnico sarebbe costato un costosissimo stop all’intervento immobiliare. Ma al di là dello scopo, sono subito emerse alcune anomalie: prima di tutto l’importo della consulenza, messa a gara e alla fine assegnata allo studio Caso-Ciaglia sulla base di 222 mila euro complessivi. Una cifra enorme per un comune povero come Teulada. Poi il fatto che fosse l’ente pubblico a farsi carico di una consulenza destinata almeno indirettamente a spianare la strada agli imprenditori privati riuniti nella Sitas. Comunque sia la Procura si è mossa in silenzio e nei giorni scorsi ha acquisito tutti gli atti necessari a stabilire se nella procedura di assegnazione dell’incarico siano stati commessi reati. Per eseguire la perquisizione nello studio legale il pm Caria è volato a Roma: la legge prevede che in casi come questo, con uno o più avvocati coinvolti, debba essere il magistrato a sovrintendere al provvedimento, cui partecipa anche il presidente dell’ordine forense di competenza. Nessuna indiscrezione sul materiale sequestrato.
Per la serie come è andata a finire, il 31 marzo scorso il consiglio comunale di Teulada ha adottato la «variante al piano di lottizzazione turistico-alberghiero Sitas srl di Cagliari, sub-comparto E1-E-F valle in località Malfatano» con «modificazioni plano-altimetriche dei fabbricati e modifica delle tipologie edilizie». Ora la delibera dovrà passare al vaglio della Regione, ma gli ecologisti hanno già ricorso segnalando ogni passaggio della vicenda alla Procura. Sul piano Sitas - un resort superlusso a 315 metri dalla spiaggia di Tuerredda, 140 mila metri cubi di cemento - pende poi un ricorso al Tar presentato da Italia Nostra che denuncia la frammentazione della valutazione d’impatto ambientale.
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