Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

L’Eurallumina chiede il dissequestro del bacino

11/06/2011

autore: E. A.

Presentata l’istanza per riavere l’agibilità del deposito dei fanghi rossi

PORTOVESME. Il primo passo per il dissequestro del bacino dei fanghi rossi è stato fatto, ieri mattina, dall’Eurallumina con un’istanza al Procuratore della Repubblica, Marco Cocco, sottoscritta dall’amministratore delegato della società del gruppo Rusal, Vincenzo Rosino. L’azienda, nella premessa, afferma che intende riavviare lo stabilimento d’ossido d’alluminio e, a tal fine, ritiene indispensabile l’utilizzazione dell’impianto di stoccaggio(sotto sequestro) delle scorie della lavorazione della bauxite.
 L’azienda con la consulenza legale dell’avvocato Luigi Concas, insiste nell’istanza di garantire le attuali attività di manutenzione ed aggiunge di essere disponibile all’utilizzo del proprio impianto potenziato, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni.
 «L’Eurallumina - sostiene nell’istanza Vincenzo Rosino - è disponibile al ripristino della capacità funzionali delle trincee (con le relative opere di captazione) localizzate alla base del vecchio bacino drenante: e nel più breve tempo possibile ad avviare l’iter di realizzazione dell’intervento sulla falda a scala consortile, unitamente alle aziende del territorio».
 L’ad della società del gruppo Rusal annuncia anche che s’intende adattare la tecnologia della filtropressatura che modificherà la deposizione dei fanghi, privandoli della parte liquida prima del loro deposito all’interno del bacino.
 In altri termini Eurallumina si assume la responsabilità di gestire nuovamente l’impianto di contenimento dei fanghi e di mantenere h24 la sorveglianza dell’impianto stesso. Infine l’azienda precisa che lo spolverìo di terra rossa sull’abitato di Paringianu manifestatosi recentemente potrà essere eliminato, in presenza di vento, con il ricorso all’innaffiamento con acqua di mare dei fanghi e delle piste dove transitano i mezzi d’opera. Ora la decisione spetta al Procuratore della Repubblica, Marco Cocco e alla stessa azienda che si è data alcune prescrizioni. Per i lavoratori in cassa integrazione da due anni le prospettive per un possibile riavvio della produzione sono più concrete

Chiavi di questa notizia: Inquinamento