Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Guerra dell’acqua tra Abbanoa e Cacip e torna la sete

10/06/2011

PULA. Ritardi, burocrazia e la necessità di raschiare il fondo del barile, possono procurare seri problemi idrici per tutta l’estate nella costa sud-occidentale dell’isola, quella che va da Sarroch sino a Teulada, passando per Pula Santa Margherita e Chia. Già adesso la fornitura d’acqua per le abitazioni a quote più elevate è quasi nulla, e ancora peggio sarà nelle prossime settimane, quando aumenterà considerevolmente la presenza dei turisti.
 Insomma, si torna agli anni Novanta, quando nelle case al mare del litorale solo gli autobotti garantivano il servizio idrico. Causa di tutto ciò è un incredibile braccio di ferro tra Abbanoa e Tecnocasic.
secondo Abbanoa, «Tecnocasic sta causando un grave disservizio nell’erogazione dell’acqua nei comuni di Sarroch, Pula, Villa San Pietro, Domusdemaria e Teulada serviti dall’acquedotto sud-occidentale» per il non trasferimento dell’acqua dalle sue condotte. «Nonostante le continue richieste da parte di Abbanoa - è detto in una nota - la società del Consorzio industriale si rifiuta di veicolare la dotazione di acqua grezza necessaria per far fronte all’aumento dei consumi. Dotazione fornita a monte dall’Enas e che, soltanto per un breve tratto, passa per una condotta che, per motivi a noi sconosciuti, è di proprietà del Tecnocasic. Questa condotta serve la vasca d’accumulo antistante il potabilizzatore di Sarroch a servizio dell’intero acquedotto, ma anche dell’intero comparto agricolo. Eppure sia la legislazione nazionale sia quella regionale impongono che la proprietà delle reti del servizio idrico siano dei soggetti titolati: in questo caso Abbanoa o Enas. Si tratta, tra l’altro dell’unico caso in tutta l’Isola. Soltanto per il passaggio dell’acqua (e non la fornitura che è garantita a monte dall’Enas) Tecnocasic ha preteso fino all’anno scorso 14,44 centesimi di euro al metro cubo: cifra che a marzo è stata notevolmente aumentata fino a 26 centesimi al metro cubo a fronte della tariffa Enas per la reale fornitura di 2,5 centesimi al metro cubo: un decimo di quanto preteso dal Tecnocasic e non per la fornitura, ma per una sorta di servitù di passaggio». Abbanoa ha, quindi, contestato e sottolineato «le pretese del Tecnocasic con il quale si è aperto un contenzioso, e la società del Consorzio industriale si sta rifiutando di far passare l’acqua grezza nella condotta di sua proprietà. Ciò comporterà disagi all’utenza soprattutto da questo fine settimana.

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