Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

I pastori: «Sfrattati da Quirra porteremo il bestiame in tribunale»

10/06/2011

autore: Valeria Gianoglio

SGOMBERO DAL POLIGONO

PERDASDEFOGU. C’è chi rispolvererà l’antico ma sempre attuale rito della transumanza, chi chiederà ospitalità al vicino di pascolo, chi si trasferirà in montagna, chi si prepara a fare resistenza passiva o a portare «il bestiame davanti al tribunale di Lanusei». Chi, infine, si pone una domanda molto semplice: come faccio a spiegare alle capre che lì non possono pascolare?
 Il giorno dopo le nuove disposizioni della Procura di Lanusei che impongono lo sgombero immediato del bestiame dal poligono di Quirra man mano che procedono le analisi, tra Ogliastra e Sarrabus soffiano forte venti di guerra. La Coldiretti regionale, bellicosa e decisa, annuncia la soluzione finale: «Porteremo le vacche e le pecore davanti al tribunale di Lanusei. Davvero non si capisce l’accelerazione dell’ultimo provvedimento che richiede uno sgombero immediato dei pastori». I sindaci, invece, attendono i primi risultati sul bestiame fatti dall’istituto zooprofilattico di Sassari e poi affilano le armi dei ricorsi.
 I contributi a rischio. Per i pastori, intanto, cominciano ore di attesa e di preoccupazione. Ieri sera, al termine di una giornata infuocata, con telefonate, messaggi e dubbi che rimbalzavano da una parte all’altra, la Coldiretti li ha riuniti a Tertenia per discutere delle ultime novità, sgradite all’intera categoria. Nel corso dell’incontro è emerso di tutto. A cominciare dal capitolo-contributi comunitari che, soprattutto in tempi di magra, toccano le tasche di tanti.
 Ogni anno, infatti, un discreto numero di allevatori in possesso delle ambite “quote”, percepisce i premi della politica agricola comunitaria. Per tutti più semplicemente, Pac. Questi contributi vengono assegnati, in genere a inizio anno, in base al numero di animali posseduti e agli ettari di terreno che si occupano. Se il bestiame viene spostato in un terreno più piccolo, dunque, i premi subiscono una forte riduzione. Alcuni rischiano addirittura l’azzeramento. «Fermo restando che è giusto fare chiarezza quando c’è di mezzo la salute, non si può non tenere conto anche di altri aspetti come i contributi - afferma, con convinzione, il sindaco di Villagrande, Giuseppe Loi - se spostiamo i pastori perderanno i contributi».
 I pastori “transumanti”. Il primo cittadino di Villagrande è preoccupato ma tutto sommato, sul fronte sgombero, si trova in una condizione migliore dei suoi colleghi. «Abbiamo settemila ettari nel poligono - spiega, infatti, - una decina di allevamenti stanziali, una ventina di allevamenti transumanti. Proprio questi allevamenti transumanti ci risolvono un po’ di problemi. Perché per loro, questo è periodo di transumanza, quindi dal territorio del poligono si sarebbero spostati in ogni caso. Resta il fatto che tra sei mesi, quando la transumanza finirà, che faranno? Io resto dell’opinione che come sindaci coinvolti, in questo momento, dobbiamo restare ancora più uniti». Anche il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, rilancia l’idea di un maggiore coordinamento tra i primi cittadini. «Aspettiamo i primi esiti delle analisi fatte in questi giorni dall’Asl - annuncia - e poi, con dati più certi, potremmo decidere per l’eventuale ricorso contro lo sgombero. Resto comunque del parere che il sequestro sia stato esteso troppo, anche a porzioni di terreno che potrebbero essere salvate e riaperte al pascolo. Nei prossimi giorni ne discuteremo in un consiglio comunale straordinario».
 «Le pecore in tribunale». Infine, come ciliegina sulla torta della giornata esplosiva di ieri, giunge anche un comunicato di fuoco targato Coldiretti Sardegna e firmato dal presidente Marco Scalas e dal direttore Luca Saba «Coldiretti Sardegna - scrivono Saba e Scalas - è assolutamente cosciente e rispettosa del lavoro della magistratura», ma «non capisce l’accelerazione dello sgombero. È impossibile spostare diecimila capi in modo immediato su terreni alternativi. A questo punto, non sapendo dove andare, porteremo le pecore e le vacche davanti al tribunale di Lanusei, almeno faremo capire concretamente le difficoltà che i nostri pastori stanno affrontando».

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