Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Fotovoltaico, attesa infinita

08/06/2011

autore: A. S.

A rischio gli incentivi previsti nel 2011, cittadini e installatori preoccupati
Mesi per le autorizzazioni nonostante il nuovo Puc

CARBONIA. Il Puc è in vigore ma per chi vuole scommette sul sole per abbattere i costi energetici cambierà poco: non si potrà fare a meno di affrontare un lungo iter burocratico che rischia di far perdere gli incentivi statali più vantaggiosi. Il nuovo strumento urbanistico, nato dopo quindici anni di gestazione, prometteva miracoli ma in realtà non agevola granché chi decide di investire sull'energia pulita: anche per via di leggi nazionali e regionali che equiparano Carbonia a una città medievale da tutelare da cima a fondo, la trafila è rimasta quasi identica. E lo sanno bene coloro che risiedono nel centro matrice, non una porzione ridotta di Carbonia ma quasi tutta la città di fondazione. Non c'è differenza fra abitare in una vecchia palazzina costruita nel Ventennio o in una ampliata o sorta molto dopo: chi desidera investire su un impianto fotovoltaico, prima di ottenere l'ultimo nulla osta, potrebbe aspettare dai tre ai quattro mesi.
L'ITER Occorrerà presentare in Comune la richiesta di autorizzazione allegando sei copie del progetto che poi prenderanno strada diverse per riunirsi alla fine del percorso. Un tipo di nulla osta è strettamente edilizio, ma arriverà solo quando sarà tutto ok anche per l'ufficio Tutela del paesaggio. Quest'ultima funzione è stata delegata l'estate scorsa dalla Regione ai Comuni e rappresenta l'unico tentativo di accorciare l'iter. Il bello viene adesso: il progetto approda alla Sovrintendenza ai beni architettonici che dovrebbe esaminare e licenziare la pratica entro 45 giorni, ma in realtà lo fa dopo due, se non tre mesi e spesso perché è il privato che sollecita sino al punto di portare allo sfinimento i funzionari. Concesso il nulla osta per un impianto che di solito è a uso familiare (dai tre ai sei chilowatt, cioè 10-20 pannelli) allora arrivano entro una quindicina di giorni anche le autorizzazioni del Comune rimaste nel frattempo congelate. Si basano su un regolamento che disciplina la materia tenendo conto di parametri tecnici ed edilizi. Ma quando si giunge alla fine della corsa, il rischio è di aver perso gli incentivi statali che infatti decrescono ogni quattro mesi. La prossima tariffa decurtata scatterà in settembre e chi dovesse presentare per esempio oggi domanda per montare i moduli, deve incrociare le dita.
IL SINDACO Poteva il Puc di una comune cittadina mineraria degli anni Quaranta evitare tutto ciò? «Per quanto ci riguarda - replica il sindaco Giuseppe Casti - espletiamo le nostre pratiche entro 15 giorni e grazie anche al fatto che abbiamo istituito l'ufficio del paesaggio che deve seguire molte altre istanze che non siano relative agli impianti fotovoltaici: chiederemo alla Sovrintendenza risposte celeri». Quanto agli effetti collaterali del centro matrice, Casti conclude: «La legge nazionale non tutela la singola casa, vecchia o nuova, ma il centro di fondazione».

Chiavi di questa notizia: Energie